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TURCHIA/ Così le forze militari potrebbero estendere le lacrime di piazza Taksim

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Il monito di Erdogan “la pazienza ha un limite” di pochi giorni fa, ha avuto dunque un effetto immediato sulla decisione della polizia di intervenire anche a Taksim. La situazione ora è molto critica. Ogni qualvolta si utilizza la repressione, la piazza ha risposto con manifestazioni sempre più imponenti. 

La protesta era nata per difendere il Gezi Park, contro la speculazione immobiliare del governo di Istanbul; ma era stato proprio l’intervento violento della polizia che aveva fatto estendere la protesta e aveva allargato le manifestazioni a temi anti-governativi. Le ultime leggi del governo Erdogan, che restringono l’ambito delle libertà personali, sono state l’altra causa del dilagare della protesta. 

A oggi le forze militari, tradizionalmente schierate contro una islamizzazione dello Stato turco, non hanno fatto sentire la propria voce. Le “purghe” effettuate ai vertici militari negli ultimi anni da parte di Erdogan hanno sicuramente avuto un effetto, ma è certo che la struttura dei militari rimane fortemente kemalista.

I problemi potrebbe nascere nel momento in cui le forze militari dovessero iniziare a fare sentire la propria voce. In quel caso le lacrime di piazza Taksim, provocate dai gas lacrimogeni, potrebbero estendersi pericolosamente.

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