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TURCHIA/ Così le forze militari potrebbero estendere le lacrime di piazza Taksim

Per ANDREA GIURICIN, a Taksim nei giorni scorsi si respirava un’aria di protesta, ma era una rivoluzione con il sorriso. Quest’ultimo è stato cancellato a causa dell’intervento della polizia

Foto Infophoto Foto Infophoto

La polizia è entrata in piazza Taksim. È stato uno sgombero vero e proprio quello che si è registrato ieri mattina. Oltre 2000 agenti sono intervenuti per sgomberare il centro della protesta turca con l’utilizzo intensivo di gas lacrimogeni. Negli scontri sono rimasti feriti decine di dimostranti, mentre sul web circola il video di un agente che ha sparato a un manifestante.
Una situazione tragica, con la tensione che è andata salendo nel corso di tutta la giornata. Dalle fonti sul luogo, l’intervento della polizia non è stato affatto tranquillo e la situazione è stata ben diversa da quella descritta dal governatore di Istanbul, Avni Mutlu. Le forze dell’ordine non avevano infatti solo “l'obiettivo di rimuovere cartelli e immagini dalla piazza”, ma anche un compito ben più paternalistico. Le dichiarazioni del governatore ai manifestanti di piazza Taksim sono molto chiare: “Da stamani siete affidati ai fratelli poliziotti”. Un’idea, quella dell’affidamento, che proprio non sposa la linea della protesta. Come si fa di pensare di affidare una protesta ai poliziotti? Come si sposa l’idea di intervenire con l’utilizzo di gas lacrimogeni?

È chiaro che dalla scorsa notte il clima è cambiato pesantemente. In piazza Taksim, dopo l’intervento di dieci giorni fa, si era stabilita una protesta contro il governo Erdogan, ma in un clima di tranquillità. Gli scontri erano violenti in altre città della Turchia, in particolar modo a Smirne e Ankara, dove vi erano stati i primi morti. A Smirne l’intervento della polizia ha riguardato anche la rete, dato che alcune persone sono state arrestate per avere twittato in favore della protesta. E la rete fa molta paura al premier turco se addirittura nelle ultime dichiarazioni è arrivato a dire che “il web fa più danni di un’autobomba”.

A Taksim, il clima era molto diverso nei giorni scorsi. Diversi giovani in piazza, intervistati da Il Sussidiario, hanno riferito che sembrava quasi di essere in un happening. Si respirava un’aria di protesta contro le leggi restrittive di Erdogan, ma era una rivoluzione con il sorriso. Questo sorriso è stato cancellato definitivamente anche dalle piazze di Istanbul, a causa del duro intervento della polizia di ieri mattina. Secondo le stesse fonti, si è avuta una vera e propria guerra.
I giovani infatti stavano accampando nelle tende e la piazza si era organizzata per continuare a lunga la protesta, quando sono arrivati i 2000 agenti che hanno sgomberato in maniera violenta i manifestanti.