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Esteri

TURCHIA/ Fouad Allam: Erdogan al bivio tra twitter e il Corano

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Negli ultimi anni abbiamo assistito a una lenta islamizzazione della società turca attraverso provvedimenti legislativi relativi a questioni come la vendita di alcolici e l’utilizzo del velo. Quanto ci si chiede è se questa sia una tendenza a riformulare degli oggetti simbolici, oppure se siano scelte che caratterizzano la carta d’identità del regime. Nessuno però ha in mano la risposta, tutto rientra nell’esperienza democratica che sta compiendo questo Paese e che può portare a complessi dilemmi che implicano aspetti culturali, filosofici e sociali.

 

Resta il fatto che tra Ataturk ed Erdogan c’è stata un’involuzione …

Quello di Ataturk era un altro contesto storico, dominato dal nazionalismo ottocentesco. Non ha quindi senso fare paragoni tra Ataturk ed Erdogan, si tratta di due situazioni storiche, filosofiche e politiche completamente diverse. La valenza di Erdogan è stata quella di creare una cultura democratica all’interno dell’Islam. L’esempio però di piazza Taksim tende a dimostrare il contrario, e questa può essere una deriva pericolosa non soltanto per Erdogan, ma per ciò che può rappresentare l’esperienza turca in tutto il Medio Oriente.

 

Fino a che punto nella Turchia di Erdogan sono consentite la libertà di parola e il diritto di critica?

In Turchia esistono due società, quella di Twitter e il potere. E’ evidente che quest’ultimo non si comporta esattamente come vorrebbe la società di Twitter, in quanto il social network dà voce a quanti desiderano una libertà di opinione senza alcuna limitazione. Da questo punto di vista il governo di Erdogan dovrebbe compiere uno sforzo maggiore.

 

Nel mondo musulmano possibile elaborare un modello di Stato laico diverso da quello fatto proprio dall’Europa scristianizzata?

Sì, e proprio per questo considero l’esperienza turca come qualcosa di importante che non deve fallire. Se non si riuscisse nel tentativo di formulare una democrazia che appartenga all’Islam e che si adatti alle differenti situazioni proprie della modernità, ciò comporterebbe enormi rischi per tutti gli altri Paesi islamici.

 

Per quale motivo?

La grande crisi dell’Islam contemporaneo, che è in cerca di una via islamica alla democrazia, passa attraverso determinate esperienze storiche. Nel tempo anche nei Paesi musulmani si è affermata un’identità nazionale, quello che continua a mancare è la cultura democratica.

 

(Pietro Vernizzi)

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