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INDIA/ Scoppiano le persecuzioni anticristiane anche nello Stato di Maharashtra

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Sarò pure uno stato in espansione, con un economia che viaggia a ritmi di crescita a due cifre. Resta il fatto che, sotto il profilo del rispetto dei diritti umani, è ben al di sotto degli standard accettabili. In India non si placa il furore anticristiano. Neppure a Maharashtra, tra gli Stati più ricchi della federazione, dove si trova la capitale Mumbai. In questa regione, come riporta Asia New, intere le famiglie di cristiani sovente vengono cacciate dai loro villaggi, mentre i poteri locali bloccano i progetti per la costruzione di nuove chiese. Intanto, a molti gruppi di religiosi, è stato impedito di riunirsi per professare la propria fede. Il Global Council of Indian Christians (Gcic) ha raccontato all’agenzia di stampa che, in particolare, di recente è il distretto di Yavatmal ad esser preso di mira. In esso, il villaggio di Pandahrewani è uno dei più flagellati da un odio aizzato dai fondamentalisti indù. Qui, negli ultimi due mesi, ai cristiani è stata vietata la pratica delle propria religione, molti sono stati cacciati dal villaggio. Durante la festa indù dell'Hanuman Jayanthi, il 25 aprile, centinaia di induisti hanno distrutto una chiesa locale. Sulle sue macerie hanno, poi, celebrato una cerimonia indù. Il 6 giugno, inoltre, un indù e altre venti persone hanno occupato il terreno di alcuni cristiani. Che sono stati perfino costretti a pagare i poliziotti che avevano essi stessi chiamato per non essere denunciati con l’accusa di convertire a forza le persone.



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