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Esteri

SIRIA/ Waqqaf (Bbc): Assad spazzerà via i ribelli in meno di un anno

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Credo sia logico pensare che le potenze occidentali si siano affrettate a stabilire un accordo con la Russia per tenere Ginevra II, così da massimizzare il vantaggio per le opposizioni (cioè la parte che sostengono), prima che i recenti successi governativi diventino più consistenti e lascino poco potere di contrattazione alle opposizioni. Tutti concordano sul fatto che la situazione sul campo di battaglia sia la chiave di qualsivoglia soluzione politica. La paura che il governo prenda il sopravvento sui ribelli, unita alla difficoltà di portare al tavolo delle trattative un’opposizione estremamente frammentata e la cui ala politica ha poco potere sulle forze combattenti, sta effettivamente mettendo in dubbio Ginevra II. L’Occidente probabilmente preferirebbe una lunga battaglia, nella speranza che possa in futuro accadere qualcosa di favorevole, a una soluzione negoziata da cui non trarrebbero molti vantaggi. Questo spiega perché Regno Unito e Francia spingano fortemente per la cancellazione dell’embargo Ue sulla fornitura di armi in Siria, in modo da tenere aperta la possibilità di fornire armi ai ribelli proprio in questa evenienza.

 

Non tutti però in Europa la pensano come Francia e Regno Unito …

Altre potenze occidentali sembrano pensare che sia impossibile controllare i leader dei ribelli sul campo, o i signori della guerra, e che costoro abbiano il potere di capovolgere ogni soluzione politica, come è già avvenuto per i cessate il fuoco decisi dall’Onu. La situazione è ancor più complicata dalla lotta nascosta di questi signori della guerra ai politici dell’opposizione, che esprimono apertamente dicendo che “a parlare dovrebbero essere quelli che stanno in trincea, non negli alberghi”. Molti pensano che il loro potere dovrebbe essere ridotto se si vuole che i rappresentanti politici possano avere un minimo di potere contrattuale al tavolo delle trattative. Se poi si aggiunge la presenza di “Jabhat al-Nusra”, l’organizzazione affiliata ad Al Qaeda che è tuttora sulla lista Ue delle organizzazioni terroriste, si ha il quadro estremamente complesso che i politici della Ue devono affrontare.

 

Quanto potrà ancora durare la guerra in Siria senza una soluzione politica e che alternative ci sono alla conferenza di Ginevra?

Ci sono alcuni fattori che possono delineare un’alternativa. Primo, la parte di siriani che hanno appoggiato finora l’insurrezione possono perdere fiducia nella rivoluzione e nei personaggi politici dell’opposizione, decidendo di accettare il fallimento dei loro sforzi per abbattere il regime. In tal caso, il governo potrebbe dichiararsi vittorioso. In secondo luogo, consideriamo le potenze regionali dietro la rivolta, cioé Arabia Saudita, Qatar e Turchia. Nei primi due Stati potrebbe avvenire un cambiamento nella guida del Paese: il re Abdullah in Arabia sembra prossimo ad abdicare e circolano voci su un possibile passaggio di poteri in Qatar dallo sceicco Hamad a suo figlio Tamim. Inoltre, la Turchia sta affrontando una serie di tensioni al suo interno e potrebbe anche qui avvenire un cambio di leadership. Tutto ciò potrebbe portare a un cambiamento nella posizione di questi tre Paesi nei confronti della Siria, con serie conseguenze negative per i finanziamenti e gli armamenti ai ribelli, e anche questo porterebbe a una vittoria finale del governo. Entrambi gli scenari farebbero prevedere 6-12 mesi di intensi combattimenti, fino all’esaurimento delle risorse dei ribelli, e altri 2 - 3 anni per riportare completamente l’ordine in Siria. In conclusione, la conferenza di Ginevra sembra l’ultima possibilità per una soluzione politica da cui l’opposizione possa trarre qualche vantaggio significativo. Si sa che Israele teme sia Assad, alleato dell’Iran, sia i jihadisti.

 

Qual è dunque l’obiettivo reale in Siria di Israele e degli Stati Uniti suoi alleati?