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ARGENTINA/ Il nuovo scandalo che fa "deragliare" Cristina Kirchner

In Argentina, spiega ARTURO ILLIA, lo sfascio del sistema ferroviario dipende da un potere sempre più corrotto e in grado di agire impunito grazie all’arma del ricatto

Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto) Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto)

Evidentemente le promesse elargite dalla Presidente Cristina Kirchner nei suoi interminabili discorsi a reti unificate si sono rivelate ancora delle bugie pinocchiesche, perchè l'Argentina è stata scossa da un'altra tragedia ferroviaria sulla stessa linea (Sarmiento) di quella della stazione Once di circa un anno fa, in cui perirono 51 persone: questa volta lo scontro di treni nella zona di Castelar ha provocato per ora tre vittime, ma ha smascherato all'opinione pubblica un potere che ha da tempo ha superato i limiti dell'umana sopportazione.

L'Argentina è un Paese immenso, che avrebbe bisogno di essere collegato da una rete ferroviaria capillare ed efficiente, cosa che era iniziata negli anni Cinquanta per poi estinguersi con la scomparsa dalla scena politica di Peron. In seguito o democrazie troppo brevi o regimi militari forti non hanno potuto o voluto affrontare la questione, anche perché la contemporanea evoluzione del trasporto su ruota ha contribuito a “silenziare” il problema. E a potenziare in maniera notevole il potere del sindacato dei camionisti, in particolare, e dei trasporti in generale.

Ma è stato durante la Presidenza di Carlos Menem (che è stato appena condannato a 7 anni di carcere per una questione di traffici illegali di armi) che è iniziata la distruzione sistematica di quel poco che era stato fatto su rotaia, attraverso privatizzazioni selvagge guidate da sindacati corrotti, che il potere kirchnerista ha saputo completare “brillantemente” sovvenzionando le imprese private chiamate a gestire la rete in modo gigantesco. Peccato che i soldi che sarebbero dovuti servire a migliorare il deficitario aspetto della sicurezza abbiano preso il volo verso banche situate in paradisi fiscali.

Dopo la tragedia di Once Cristina Kirchner, come ripetiamo, aveva promesso interventi radicali (ma non condanne dei responsabili che sebbene individuati continuano a vivere indisturbati) che difatti si sono visti immediatamente: con la collocazione di schermi a cristalli liquidi nelle stazioni o mani di vernice passate sui vagoni e le locomotrici. Senza migliorare l'aspetto sicurezza o anche il comfort di carrozze dove i passeggeri viaggiano spesso aggrappati alle porte dei vagoni o ammassati come in carri bestiame.