BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TURCHIA/ Erdogan e la piazza cercano due "democrazie" diverse

Pubblicazione:lunedì 17 giugno 2013

Foto Infophoto Foto Infophoto

Nel secondo mandato, dal 2007 in poi, lo zelo riformatore ha subito una battuta d’arresto. Il braccio di ferro con l’establishment kemalista rientra nel tentativo del governo di sminuire e indebolire il ruolo di Esercito e Corte di giustizia. Non è messa in discussione la vocazione democratica della Turchia, che comunque non è ancora una democrazia matura, ma la retorica e l’azione di un governo che è stato eletto nel 2011 dal 50% della popolazione turca, ma che non rappresenta l’altro 50% degli elettori.

 

Che cosa ne pensa del modo in cui Erdogan ha affrontato il test delle ultime due settimane?

Di sicuro quanto sta avvenendo in Turchia non è una prova di democrazia. Ancora una volta Erdogan dà prova di interpretare la democrazia come una democrazia di maggioranza, senza contare che fondamentalmente c’è una minoranza che è portatrice di valori differenti. La società turca è altamente frammentata e polarizzata, con frange sociali estremamente laiche, impregnate di un dogmatismo kemalista, che fanno riferimento a un “secolarismo alla turca”. Tutto ciò è sinonimo di un controllo di qualsiasi istanza religiosa. Questa idea è stata però scardinata dal governo Erdogan, il quale salendo al potere nel 2002 ha emancipato i conservatori anatolici portatori di istanze religiose coinvolgendoli nel gioco politico della Turchia.

 

Qual è il significato profondo di quanto sta avvenendo?

Ciò che è sotto gli occhi di tutti in Turchia è la necessità al momento di una definizione inclusiva di democrazia, o comunque di identità turca. Chi è turco? La persona laica portatrice di valori kemalisti, o chi proviene dall’Anatolia e si riconosce in un’identità conservatrice? O è turco chi è nato in Turchia, ma appartiene a un’altra etnia come possono essere i curdi? Quanto si sta verificando in Turchia è una sorta di schizofrenia identitaria, le diverse facce del Paese stanno emergendo, e non tutte si vedono rappresentate dal governo.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.