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ARGENTINA/ Così la Corte Suprema decide il futuro della Repubblica

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Non c’è bisogno di aver letto Maurice Duverger per sapere che in un sistema repubblicano, cioè in un regime politico con piena divisione dei poteri, la funzione dei giudici - oltre che amministrare la giustizia tra i cittadini - è esercitare il controllo sui governanti conformemente al principio di legalità e sul Parlamento mediante il controllo della costituzionalità. L’Argentina adottò nella sua Costituzione il sistema repubblicano, rappresentativo e federale di governo. È una democrazia liberale e repubblicana, presidenziale sul modello degli Stati Uniti.

La Carta Magna è, insieme ai trattati internazionali, la legge suprema della Nazione, e tutte le leggi, i decreti e i regolamenti dettati dai poteri pubblici devono rispettare la Costituzione.

I giudici sono incaricati di esercitare questo controllo di costituzionalità.

Il potere esecutivo governa, quello legislativo legifera e quello giudiziario controlla.

Se quest’ultimo sbaglia, l’intero edificio si distrugge. Un governo può essere eletto, anche attraverso un voto popolare schiacciante, così come il Parlamento, ma né uno, né l’altro possono fare quello che vogliono: la Costituzione sarà sempre un limite all’appetito del potere, semplicemente perché è il contratto sociale sul quale si basa la convivenza pacifica degli argentini.

È quello che insegnano tutti i manuali di Educazione civica nelle scuole. L’autore della protesta non è così ignorante: è solo incappato in una gaffe che rivela lo spirito autoritario del quale è impregnato il governo.

Chiariamolo una volta per tutte: i governi populisti di cui si è popolata parte dell’America Latina, con il Venezuela di Chavez come stella polare, sono democratici ma non molto repubblicani.

Non osano superare il confine della dittatura, almeno formalmente, ma sognano tutto il potere pubblico nelle loro mani. Per questo si sentono più forti con le crisi, sempre che non siano terminali: necessitano dello stato di emergenza permanente per giustificare le loro misure sempre straordinarie, nelle quali la legalità viene messa da parte e nessuno li molesta nell’esercizio del potere.

E se un determinato contesto internazionale, economico e/o sociale fa ritornare la situazione favorevole a una fase di crescita, di pace, di normalità politica per il popolo, loro stessi fanno in modo di metterla in pericolo con misure insolite per poi ergersi a salvatori mediante l’azione interventista dello Stato.

Questo è il giochino, la messa in scena che si ripete ogni volta davanti ai nostri occhi.


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