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Esteri

IL CASO/ 2. "Vi spiego perché la gente protesta nel ricco Brasile"

Il Paese, spiega ARTURO ILLIA, nonostante buona parte della popolazione sia sempre più ricca, ancora non vanta un welfare lontanamente paragonabile a quello delle nazioni sviluppate

Le proteste in Brasile - InfophotoLe proteste in Brasile - Infophoto

Che l’America Latina abbia avuto uno sviluppo notevole nell’ultimo decennio è cosa risaputa, così come la superficialità con cui l’Europa ha sempre trattato questo continente. Ma sono passati un bel pò di anni dai cartoni animati di Walt Disney con il pappagallo Josè Carioca e Pippo in versione gauchesca. La realtà è quella di Paesi che hanno messo in moto le loro grandissime risorse mediante politiche molto diverse : da un lato i regimi nazionalpopolari che, specie in Venezuela e Argentina (ma più per la seconda che per la prima nazione ) si sono rivelatì dei modelli atti all’appropriazione del potere da parte di una oligarchia che, ovviamente in nome del popolo, ha pensato e pensa a farsi i suoi di interessi.

Il caso del Brasile è invece emblematico, dato che la Nazione è diventata una potenza che ormai non ha più nulla di emergente, ed il compromesso politico emerso con l’elezione dell’ex sindacalista Lula ha permesso a questo paese, tra i vari traguardi, anche quello di trasformarsi da debitore a creditore degli Stati Uniti.

Il vento in poppa è continuato anche per l’enorme fortuna collegata con la scoperta di immensi giacimenti di petrolio nelle sue acque territoriali, fatto che ha dato una spinta ancora più notevole al suo sviluppo. Gli investitori stranieri hanno avuto a disposizione delle potentissime calamite per creare attività: finanziamenti statali sia sui terreni che sulla costruzione delle fabbriche, una partecipazione dello Stato alle imprese che hanno avuto il solo obbligo di assumere mano d’opera locale. Ma non solo. Attraverso annunci sui giornali di mezzo mondo il Brasile ha attirato giovani meritevoli finanziandone i progetti. Nel solo caso degli Italiani, questi hanno prodotto con le loro idee utili per circa 30 miliardi di dollari, il che che dovrebbe far morire di vergogna il nostro sistema che invece li esclude.

Non è raro trovare in Brasile gente che svolge due lavori, quindi gode di un certo benessere rispetto ad un passato spesso vissuto con una miseria assoluta in nome di un liberalismo corrotto che ha contraddistinto specialmente la presidenza di Collor de Mello negli anni novanta.