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AVSI/ La guerra in Siria, e quel piccolo di tre mesi, solo, nella tenda

La guerra civile in Siria sta producendo parecchie ripercussioni sulle popolazioni confinanti, specie in Libano e Giordania. Il racconto di MARCO PERINI, responsabile di AVSI in Libano

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«La tenda sembra enorme, ma in verità è lui che è piccolo, piccolissimo. Avrà tre mesi o poco meno e vederlo gattonare dal buio dell'interno verso la luce all'esterno fa un certo effetto e viene da chiedersi: si accorgerà che lui, oggi 19 giugno 2013, è lì in un villaggio disperso della West Bekaa in Libano perché una guerra lo ha cacciato da casa sua? La sua gola sarà arsa perché di acqua ce n'è poca e neanche tanto buona? L'ultimo biberon di latte lo ha bevuto quando? Il papà oggi è al lavoro in un campo e quindi questa sera tutti mangeranno? Il papà non c'è perché è rimasto in Siria a combattere o è già morto?

Lui fortunatamente è ancora troppo piccolo per chiedersi e rispondersi e quindi, uscito dalla tenda, ha sentito che faceva un gran caldo ed è rientrato tranquillo tranquillo all'interno; noi invece non abbiamo avuto il coraggio di entrare a cercare le risposte alle domande che ci siamo fatti»: Queste sono le parole di Marco Perini, responsabile di AVSI in Libano, al ritorno dal campo profughi di Marj el Kok.


La guerra civile in Siria sta avendo ripercussioni notevoli sui paesi confinanti, in particolare Libano e Giordania dove migliaia di famiglie in fuga dal conflitto si sono rifugiate e continuano ad arrivare ogni giorno lasciandosi alle spalle case distrutte, violenza e spesso parte della famiglia.