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DALLA TURCHIA/ Proteste in piazza, pinguini in tv: Erdogan e la "strana" libertà di stampa

Pubblicazione:mercoledì 26 giugno 2013

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Inoltre il Governo poco prima della sentenza di primo grado ha deciso di cambiare la legge e obbligare al versamento della multa, non a condanna definitiva, ma anche nel caso eventuale di una condanna di primo grado. Per questa ragione il gruppo si è trovato a dover vendere alcuni asset per far fronte a questa multa e allo stesso tempo si è ritrovato sotto una pressione costante da parte del Governo. C’è da chiedersi quanto sia relazionata la non ripresa delle notizie da parte di Cnn Turk, di proprietà dello stesso gruppo, e la pressione esercitata dal Governo Erdogan.

Non è un caso che altri media che hanno riportato maggiormente le notizie dal primo momento abbiano avuto un boom di contatti. È questo il caso di T24, un giornale online indipendente che ha visto nel giro di tre settimane crescere di sei volte il proprio traffico.

Le tendenze autoritarie di Erdogan sono molto evidenti anche nel mondo dei media, e non solo nella difesa dei metodi violenti della polizia, che dal primo ministro stesso sono stati definiti degli “eroi”. Queste parole del primo ministro sono arrivate proprio nel momento in cui Hurriyet, sempre del gruppo Dogan, faceva circolare il video del pestaggio, da parte di diciassette poliziotti, di tre manifestanti inermi che si erano rifugiati in un parcheggio.

In Turchia, come dimostra anche il caso dell’ultimo video messo in rete, non vi è una censura come quella cinese, ma la pressione del Governo tramite multe o tramite l’incarcerazione di giornalisti rende il clima alquanto fosco.



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