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NOZZE GAY/ 1. McCarthy (Usa): le leggi hanno fallito, ora sta a noi difendere il matrimonio

Pubblicazione:venerdì 28 giugno 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 28 giugno 2013, 8.17

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L’altro ieri il presidente Barack Obama ha espresso la sua opinione a proposito di amore e matrimonio, a seguito della decisione della Corte Suprema di cancellare il Defense of Marriage Act (Doma). “L’amore è amore”, ha cinguettato sull’account presidenziale di Twitter. Tutto qui. Insomma, perché tutte queste storie da millenni? "Fate l'amore, non la guerra!"

Per esser chiari, la sentenza di ieri non ha reso costituzionale il “matrimonio” omosessuale. La sentenza ha dichiarato incostituzionale quella parte del Doma, approvato nel 1996, che impediva alle coppie omosessuali, il cui matrimonio era stato riconosciuto dallo Stato in cui vivevano, di usufruire dei benefici riconosciuti dalla legge federale alle altre coppie sposate. La maggioranza (costituita, presumibilmente, dai giudici di “sinistra” più il “voto oscillante” del giudice Anthony Kennedy) ha posto una sorta di ipotesi di “federalismo” passivo, “lasciando che siano gli Stati a decidere” (per inciso, su queste basi anche il senatore Rand Paul, un libertario del Tea party, si è dichiarato a favore della decisione).

Nello stesso tempo, tuttavia, la medesima maggioranza ha truccato i dadi per la prossima battaglia legale - la costituzionalità del matrimonio omosessuale in sé - affermando che il difetto fondamentale del Doma era la sua “deprivazione della equa libertà delle persone”, con “lo scopo e l’effetto di creare disparità” e offendere la “personalità e dignità” delle coppie omosessuali. Il giudice Antonin Scalia, in rappresentanza della minoranza, ha letto il suo fermo dissenso da una decisione che ha la pretesa di non decidere nulla mentre decide tutto in anticipo.

Ci vuole una bella faccia tosta della maggioranza odierna per assicurarci, mentre esce dalla porta, che qui non è in discussione una necessità costituzionale di dare riconoscimento formale alle coppie omosessuali, quando ciò che ha preceduto questa assicurazione è una lezione sulla superiorità del giudizio morale della maggioranza in favore del matrimonio omosessuale rispetto all’odioso giudizio morale del Congresso contro di esso… Dichiarando formalmente che chiunque si opponga al matrimonio omosessuale è un nemico della dignità umana, la maggioranza arma nel migliore dei modi ogni ricorrente contro una legge statale che restringa il matrimonio alla sua definizione tradizionale”. 

Il problema è, ovviamente, molto più grande del dibattito che lo riguarda, sia che i giudici debbano “legiferare dall’alto” o “lasciare che decidano gli Stati”. Dovremmo forse “rimandare agli Stati” la decisione se le persone di colore sono o non sono esseri umani? In gioco è la natura umana, e questa include lo status della corporeità umana, della differenza sessuale, del fatto che i bambini sono concepiti da un padre e da una madre. Non si vota su questo, nemmeno in democrazia. Per ironia, è stata la lobby gay a far appello ad una sorta di “legge naturale”, quando il matrimonio omosessuale è stato vietato in California (“Proposizione 8”), affermando che un diritto così naturale come il matrimonio non poteva essere sottoposto al voto popolare! 


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