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EGITTO/ Geninazzi: l'esercito metterà fine al caos con la "complicità" di Obama

Pubblicazione:domenica 30 giugno 2013

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L'Egitto davanti all'abisso della guerra civile: oggi scendono in piazza oppositori e sostenitori del regime del presidente Morsi, in uno scenario che, come dimostrano gli incidenti e le morti dei giorni scorsi, non fa presagire nulla di buono. Uno scenario talmente inquietante che gli Stati Uniti hanno allertato una forza di pronto intervento nella base di Sigonella pronta a intervenire per portare in salvo i cittadini americani che vivono in Egitto (nei giorni scorsi negli incidenti di piazza era stato ucciso un cittadino americano). L'opposizione, guidata dal movimento Tamarod chiede le dimissioni di Morsi o almeno le elezioni anticipate, accusandolo di aver tradito lo spirito della primavera araba. Per Luigi Geninazzi, contattato da il sussidiario.net, "tra queste due anime che dividono l'Egitto in due, è da vedere quale ruolo giocherà l'esercito. Le manifestazioni di oggi ci diranno se Morsi accetterà di fare qualche passo indietro o se il Paese scivolerà nel caos, ma i militari hanno già detto che in tutto questo contesto non staranno a guardare".

Siamo davvero a una resa dei conti fra le due anime che dividono l'Egitto?
Diciamo che questa resa dei conti non comincia oggi ma va avanti da almeno sei mesi e cioè da quando lo scorso dicembre Morsi ha decretato con un colpo di mano una nuova costituzione che gli concede poteri straordinari e ha fatto approvare velocemente con un referendum questa costituzione. Se ben ci ricordiamo è da allora che queste due anime sono alla resa dei conti. Il problema è che le violenze e il sangue a cui stiamo assistendo fanno parte di una situazione caotica che può far prevedere il peggio, una situazione molto diversa da quella che si era verificata con la rivoluzione della primavera araba.

Gli oppositori parlano infatti di tradimento dello spirito di quella rivoluzione.
Allora c'era tutta una coscienza popolare contro il regime di Mubarak che con mezzi quasi totalmente pacifici e in una posizione in cui si richiamavano i valori della dignità e della libertà è riuscita a vincere anche se con l'appoggio decisivo dei militari. Oggi la situazione è molto diversa.

Ci spieghi in che modo è così diversa.
E' una resa dei conti che va avanti senza fine, ma dobbiamo aspettare a vedere cosa succederà oggi, se sarà un passo avanti verso la guerra civile e il caos radicalizzato o se Morsi accetterà di fare qualche passo indietro.

Gli oppositori dicono di aver raccolto ben 22 milioni di firme, una cifra che dimostra la divisione dell'Egitto. Un paese che è anche un caso unico fra i Paesi islamici per l'alto livello di partecipazione liberale e democratica, è così?  


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