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Repubblica Centro Africa/ L'appello da firmare per la popolazione del Paese colpito dalla guerra civile

Pubblicazione:domenica 30 giugno 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

All'on. Emma Bonino

Ministro degli Affari Esteri

All'on. Lapo Pistelli

Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione internazionale
Al Sen. Pier Ferdinando Casini Presidente della Commissione Esteri del Senato della Repubblica
All'on. Fabrizio Cicchitto Presidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati. Loro sedi - Roma

Mercoledì 19 giugno 2013, a Treviso, si è tenuto un incontro di sensibilizzazione e denuncia sul conflitto in corso da mesi nella Repubblica Centrafricana.

Il 24 marzo 2013 i ribelli della Séléka hanno occupato la capitale Bangui e cacciato il presidente Bozizé accusandolo di corruzione e crimini contro l’umanità. Questo atto è stato solo l’epilogo di uno stillicidio di combattimenti cruenti, e di scontri più o meno devastanti, che dall’autunno del 2012 hanno sconvolto il Paese.

In seguito a ciò il Paese, anziché stabilizzarsi, è caduto in preda a distruzioni, saccheggi, uccisioni da parte di bande armate incontrollate, indicibili violenze su donne, anziani e bambini.

Attendibili fonti internazionali riferiscono inoltre il reclutamento e l'impiego di molti minori da parte di diversi gruppi armati.

Al degenerare della già fragile situazione è probabile abbiano contribuito interessi sia politici sia economici sia geo-strategici; il Centrafrica risulta infatti essere una zona ricca in diamanti, uranio, foreste e terre coltivabili a monocoltura intensiva.

I partecipanti all'incontro di Treviso, impegnati da anni sullo scenario umanitario del Centrafrica, senza distinzioni di fede religiosa o politica hanno denunciato le sanguinose violenze della nuova guerra che sta dilaniando il già poverissimo Paese e che sta mietendo centinaia di morti fra i civili inermi. Gli stessi soggetti, firmatari del presente appello, ritengono perciò necessario sollecitare il Governo Italiano e per tramite suo le Autorità Internazionali affinché diano corso ad una urgente, forte e sistematica azione diplomatica nei confronti della crisi centrafricana.

Anche sulla base della nostra diretta esperienza sul campo, riteniamo infatti che sia indispensabile esercitare subito un'idonea pressione diplomatica su tutti i soggetti coinvolti nella crisi affinchè vengano salvaguardati i diritti e soddisfatti i bisogni fondamentali (sanità, alimentazione, istruzione) della popolazione centrafricana, principale e innocente vittima dell'attuale situazione.

Un tale intervento sistematico, con la positiva soluzione che esso può favorire, è fondamentale non soltanto per dare immediato sollievo alle popolazioni ma anche per consentire la prosecuzione del prolungato intervento umanitario che da anni numerose associazioni italiane e internazionali attuano nella Repubblica Centrafricana.



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