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Esteri

AFGHANISTAN/ Micalessin: i talebani uccidono i bambini perché la scuola è il loro peggior nemico

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Assolutamente sì, è una guerra che abbiamo perso e perderemo. I presupposti che esistevano quando scrissi quel libro sono stati del tutto disattesi, in primo luogo da Barack Obama. Il presidente americano sosteneva che per vincere la sfida afghana bisognava impegnarsi di più, mandare più truppe, coinvolgere le popolazioni civili in un processo di integrazione. A cinque anni di distanza quel piano si è rivelato soltanto una manovra elettorale e un modo per distrarre l’opinione pubblica dall’Iraq.

 

Qual è il bilancio della “surge” afghana di Obama?

Oggi ci troviamo alla vigilia di un ritiro, previsto per il 2014, dopo una missione che non ha risolto nulla ma anzi ha peggiorato la situazione. Fissando la data della fine delle operazioni Nato, abbiamo dato ai talebani la certezza che a un certo punto ce ne andremo e che da quel momento resteranno i vincitori della guerra. Anche se in realtà i veri vincitori saranno i cinesi, che trasformeranno l’Afghanistan in una loro provincia, facendo diventare il Paese un altro punto di forza per la nuova contrapposizione globale tra Washington e Pechino.

 

Fino a che punto, oltre che sul piano militare, il futuro dell’Afghanistan si gioca su quello dell’educazione?

L’intera rivolta islamica ha compreso fin dall’inizio quando l’educazione fosse cruciale. Nel 1976-1977 la rivolta dell’Afghanistan contro i comunisti e i sovietici iniziò proprio dalle scuole. L’emergente ondata islamica che in quegli anni toccò anche l’Afghanistan giunse a bruciare i libri di testo imposti dal governo filo-Urss, chiedendo di ritornare all’insegnamento del Corano. Nel Dna dei talebani ci sono proprio queste prime rivolte di chi sosteneva la purezza dell’islam, e aveva scoperto già allora quanto fossero importanti le scuole e l’educazione. Non a caso i talebani escono dalle madrasse, dalle scuole religiose del Pakistan, cui si iscrivevano e si iscrivono tuttora i profughi afghani i quali una volta istruiti sono poi mandati a combattere in Afghanistan per conto del Pakistan.

 

(Pietro Vernizzi)

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