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BULGARIA/ Intercettazioni, l'ex ministro Tsvetan Tsvetanov rinuncia all'immunità parlamentare

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Il presidente bulgaro Georgi Parvanov  Il presidente bulgaro Georgi Parvanov

L'ex ministro dell'Interno bulgaro, Tsvetan Tsvetanov, ha annunciato oggi di voler rinunciare all'immunità parlamentare al fine di poter essere interrogato nell'ambito delle indagini sullo scandalo delle intercettazioni abusive scoppiato pochi mesi fa in Bulgaria. Attualmente Tsvetanov, leader del partito conservatore Gerb Boyko Borissov, è deputato al parlamento e vicepresidente del gruppo Gerb e secondo gli inquirenti sarebbe coinvolto in una lunga serie di intercettazioni, avvenute a partire dal 2009, nei confronti di politici, imprenditori e giornalisti. La revoca della sua immunità parlamentare era stata chiesta il 30 maggio scorso dal procuratore generale, Sotir Tsatsarov, ma lui si era sempre difeso dicendo che “qualora venisse dimostrato che io personalmente ho ordinato l'utilizzo illegale di dispositivi d'intercettazione (SRS), mi ritirerò dalla politica assumendomi la responsabilità penale. Al momento, però – ha detto a metà aprile di quest’anno - è stato confermato che tutto ciò non corrisponde alla verità”. Tsvetanov ha quindi sottolineato di non essere disposto ad assumersi la responsabilità personale per le azioni compiute da altri funzionari nel sistema della polizia. Era stato in precedenza l’ex commissario europeo bulgaro, Meglena Kuneva, a sollecitare Tsvetanov a rinunciare all’immunità giudiziaria e sottoporsi così a processo per il suo coinvolgimento nello scandalo delle intercettazioni, soprattutto dopo che l'ufficio del procuratore di Sofia aveva fatto sapere di disporre di prove sufficienti per affermare che Tsvetanov era direttamente responsabile delle intercettazioni illegali effettuate dal ministero dell’Interno bulgaro.



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