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EL SALVADOR/ Beatriz ha partorito con il cesareo, ma la bimba è morta dopo cinque ore di vita

Pubblicazione:giovedì 6 giugno 2013

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Il caso di Beatriz, nome ovviamente fittizio, aveva fatto il giro del mondo. Si tratta di una giovane donna dell'El Salvador che, soffrendo di particolari problemi fisici, aveva chiesto di abortire nonostante la legge del paese sudamericano non lo contempli. La Corte suprema a maggioranza aveva votato contro la richiesta di aborto perché appunto non previsto nella legislatura nazionale. Inoltre il feto della donna era stato diagnosticato gravemente malato anch'esso: la richiesta era dunque di poter praticare l'aborto perché la vita della madre era in pericolo, e tra le due andava salvata la sua. Discussioni e polemiche in tutto il mondo interrotte dalla nascita due giorni fa grazie al parto cesareo della figlia, la quale, nata senza cervello e con altre anomalie gravissime, è sopravvissuta, solo cinque ore. Le polemiche però non si chiudono così. Si contesta infatti la legislazione del paese centroamericano che a differenza di altri paesi sudamericani come il Brasile, non permette l'aborto in nessun caso, neanche quando è in pericolo la vita della partoriente. Nel caso di Beatriz l'intervento della Corte internazionale ha permesso di praticare infine il parto cesareo. Adesso, mentre l'ONU chiede che casi analoghi non si verifichino più e le ong pro aborto parlano di legislazione che ha messo in pericolo la vita della donna, le associazione cattoliche si dichiarano soddisfatte della conclusione del caso. In un intervista pubblicata dal sussidiario.net, si spiega come il caso salvadoregno sia stato strumentalizzato in modo analogo a quanto successe in Italia prima dell'introduzione della legge sull'aborto perché la vita della donna non era mai stata realmente in pericolo: "In seguito al caso della diossina di Seveso del 1976, 33 donne gravide si presentarono alla Mangiagalli dicendo che volevano assolutamente abortire perché temevano che i loro feti fossero malformati. Allora l’aborto non era ancora stato legalizzato, ma la Corte costituzionale permise l’interruzione di gravidanza in via eccezionale. Neanche uno di questi 33 feti risultò però malformato. Questo è stato l’avvio per introdurre la legalizzazione dell’aborto".



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