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TURCHIA/ Sbai: ecco perché la "scalata" di Erdogan al mondo arabo è fallita

Recep Tayyp Erdogan (InfoPhoto) Recep Tayyp Erdogan (InfoPhoto)

Un passo indietro verso quel ‘medievalismo islamizzante’ che Erdogan aveva tentato di sponsorizzare anche nei primi mesi della primavera araba, precisamente nel settembre del 2011.

Allora invitai il mondo arabo a non farsi “abbindolare da Erdogan l’affabulatore” e oggi la penso esattamente come allora, perché, non a caso, il premier turco in questi giorni compie un tour nei paesi che quella primavera terrificante l’hanno vissuta.

Quella primavera che lui ha sostenuto, per la caduta di Gheddafi e Mubarak, per l’ascesa dei Fratelli Musulmani e per il caos che oggi regna laddove prima, seppure a caro prezzo, vigeva un equilibrio.

Chi è davvero Recep Tayyip Erdogan?

Le piazze di Istanbul, Smirne, Ankara e di altre 64 città turche lo sanno bene.

Il paradosso di chi preconizzava la caduta di Assad in Siria per mano delle formazioni estremiste e invece oggi si ritrova la guerriglia in casa e la cui immagine risulta deteriorata in maniera irreversibile. Erdogan ha tentato, in maniera nemmeno tanto celata, di egemonizzare il mondo arabo ma il tentativo non è riuscito e le conseguenze le abbiamo sotto gli occhi.

Avrebbe dovuto incontrare il Re del Marocco, che invece non ha inteso incontrarlo, doveva incontrare la Confindustria marocchina, che ha anch’essa disertato l’incontro.

Solo Benkirane lo ha incontrato, ma anche qui non sono sorpresa, vista la vicinanza ‘ideale’ dei due personaggi. Dal Marocco si sposterà poi, assieme a tutto l’entourage di uomini d’affari, in Algeria, dove i media arabi riportano la sua volontà di contribuire alla realizzazione di una fabbrica con una somma a sei zeri.

Ma la domanda è: perché andare in Algeria quando la sorte di Bouteflika è incerta e non si sa se sia vivo o morto?

Perché non annullare questo tour del Maghreb quando le fiamme invadono il proprio Paese?

La Turchia brucia, i giovani si immolano contro la forza bruta della polizia, ma il premier tenta ancora la scalata al mondo arabo. Non è riuscito ad eguagliare il padre di tutti i Turchi, non sarà mai il padrone di tutti gli Arabi.

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