BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

DIARIO FRANCIA/ Céline: il problema è l'educazione del popolo, così ho letto don Giussani ai "veuilleurs"

CELINE LARMOYER, portavoce di Manifpourtous a Bordeaux, descrive la sua esperienza, soprattutto con i “veilleurs”, e il suo legame con l’insegnamento di don Luigi Giussani

Infophoto Infophoto

Caro direttore, ho vissuto gli ultimi avvenimenti attorno alla legge sul matrimonio “per tutti” come una conversione personale. All’inizio, guardavo con un po’ di diffidenza i miei amici impegnati nella Manifpourtous (LMPT), perché vedevo molta eccitazione, molto attivismo, ma non ero certamente indifferente e mi chiedevo “ma io, cosa è che posso fare”? Da principio mi sono risposta: pregare e digiunare. Da sola, da novembre fino alla Quaresima, poi con degli amici, abbiamo fatto digiuno completo ogni venerdì e abbiamo recitato il rosario.

Questa modalità è stata confermata dal Cardinale Barbarin, che ha invitato la comunità dei credenti a digiunare e pregare la vigilia della manifestazione del 13 gennaio. Il venerdì è diventato il mio giorno preferito, perché è il giorno in cui io mi sento più viva. Ma quella domanda “ma io, cosa è che posso fare?” è rimasta. Sono quindi andata a manifestare il 13 gennaio. Sono rimasta sbalordita dalla gente, dalla gioia, dalla determinazione delle persone di ogni tipo che erano là.

All’indomani di questa manifestazione, ho domandato a un amico coinvolto nell’organizzazione di LMPT qui a Bordeaux se avessero bisogno di aiuto e sono stata invitata a una riunione. Ho notato subito alcuni errori e una qualche mancanza di professionalità delle persone riunite, ma per la prima volta non sono fuggita davanti alla debolezza. Mi sono detta: “Dopo quello che ho visto, l’innumerevole folla e tutte quelle persone di buona volontà, non posso ritirarmi ancora una volta”.

Sono diventata responsabile della mobilitazione degli eletti e portavoce del collettivo nella regione della Gironda. Tutto questo mi ha fatto ricordare i talenti che ho ricevuto e che avevo invece nascosto sotto terra per paura di ciò che mi poteva venir richiesto.

Oggi ci stiamo chiedendo tutti come continuare a portare avanti in modo duraturo l’opera iniziata. Per esempio, come possiamo espandere nella società la forza dimostrata dai manifestanti? Tuttavia, in questa ricerca su come immaginare il seguito dell’opera, sono rimasta colpita dal fatto che, al fondo, la preoccupazione di ognuno è l’educazione di se stesso e degli altri. Ciò si percepisce molto tra i “veilleurs”, quei giovani che si radunano la sera davanti a un edificio pubblico per cantare e pregare.

Da parte di LMPT si parla di “formazione”, ma credo che la posta in gioco sia più grande che imparare argomenti da ripetere. Ho parlato di Comunione e liberazione ai miei compagni di squadra di LMPT e ho passato loro il testo di Julián Carrón (Ubi fides, ibi libertas), che permette di considerare da una prospettiva meno contingente i risultati immediati delle nostre azioni.