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SIRIA/ Avsi: i profughi in Libano e Giordania rischiano il colera

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La scorsa settimana tre medici amici di Avsi hanno passato un'intera domenica a visitare le persone del campo di Marj el Kok e in questi giorni Avsi sta distribuendo medicine generiche, kit igienici, termometri e anche due sedie a rotelle per altrettante persone che da sei mesi non uscivano dalle loro tende. Ma non basta, "dobbiamo fare di più e meglio" dicono Perini e Sweiss, anche perché oltre all'urgenza immediata come acqua, cibo e medicine, ci sono una serie di altre cose che "o cominci a occupartene oggi o se le lasci capitare poi non si riescono a gestire", e succede che ad esempio i bambini non vadano a scuola, o che arrivi l'inverno, ma senza gasolio da mettere nelle stufe vivere sotto ad una tenda in mezzo alla valle della Bekaa innevata è dura. 

Il grido d'aiuto che parte dal Libano e dalla Giordania arriva però in Italia con l'immagine sorridente di Loulou El Eid, una ragazza scappata dalla guerra in Siria, giunta in Libano e da sei mesi chiusa in una tenda a causa di un handicap che le impedisce di muoversi. Qualche giorno fa lo staff di Avsi le ha portato la sedia a rotelle e lei ha risposto: "Adesso esco dalla mia tenda così posso vedere questo Libano che mi accoglie e ringraziare la famiglia italiana che mi ha aiutata".

I numeri di quello che Avsi ha fatto fino ad oggi in Libano e Giordania dicono di 17.500 persone aiutate con materiali di prima necessità, 1063 persone assistite con cibo e medicinali, 600 studenti accompagnati nel loro difficile percorso scolastico con corsi di recupero, 1250 bambini e giovani supportati con attività psico-sociali e decine di attività fatte sulle singole persone per rispondere a bisogni specifici.

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