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TURCHIA/ Logoglu (deputato): così metteremo fine al Medioevo di Erdogan

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La questione del parco è stato solo lo spunto per una protesta che ha al centro temi come la democrazia, il ruolo della legge, il rispetto dell’onore, l’integrità degli individui. Il presidente del Consiglio turco Erdogan considera i dissidenti politici alla stregua dei banditi e i suoi sostenitori come una claque con il solo compito di applaudirlo.

 

La Turchia dai tempi di Ataturk è stato uno tra i Paesi musulmani più laici. Che cosa ne pensa dell’islamismo di Erdogan?

La Turchia è diversa da tutti gli altri Stati nel Medio Oriente, in quanto la nostra tradizione è quella di una democrazia laica. Questa è la più grande eredità di Mustafa Kemal Ataturk, il padre della Turchia moderna. L’AKP di Erdogan negli ultimi cinque anni ha invece minato la laicità della società turca, espandendo lo spazio dell’Islam e cambiando numerose norme per accordarle ai precetti islamici. Ha introdotto per esempio delle leggi per proibire il consumo di alcol in determinate situazioni. La politica di Erdogan trae origine da motivazioni religiose e settarie, e si basa su un’interpretazione particolare dell’Islam. Se gli spazi di laicità nella società turca vengono meno, la stessa democrazia collasserà. Spesso le rivoluzioni sono molto efficaci nel demolire, ma una volta salite al potere si rivelano incapaci di costruire una reale alternativa.

 

Che cosa farebbe il suo partito se domani dovesse prendere il potere al posto di Erdogan?

La prima cosa che faremo sarà ricostruire una genuina democrazia in tutte le istituzioni turche, assicurandoci che vi sia una separazione tra potere esecutivo, legislativo e giudiziario. In particolare difenderemo l’indipendenza della magistratura, ci batteremo per l’uguaglianza di genere e per i diritti delle donne, faremo della laicità una dimensione fondamentale della politica turca. Intendiamo inoltre fare sì che la Turchia diventi uno Stato membro dell’Unione Europea e una parte stabilmente integrante della comunità internazionale.

 

(Pietro Vernizzi)

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