BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

TURCHIA/ Logoglu (deputato): così metteremo fine al Medioevo di Erdogan

Per FARUQ LOGOGLU, le manifestazioni contro Erdogan sono un’espressione di frustrazione, rabbia e insoddisfazione accumulate da anni nei confronti della politica del governo turco

Foto InfophotoFoto Infophoto

Il primo ministro Recep Tayyip Erdogan ha fatto ritorno venerdì in una Turchia scossa da giorni di sommosse contro il governo. Di fronte a una marea di sostenitori che lo hanno accolto all’aeroporto ha dichiarato: “Queste proteste devono cessare immediatamente”. E ha aggiunto in tono minaccioso: “Nessun potere tranne quello di Allah può fermare la crescita della Turchia”. Le proteste di questi giorni contro Erdogan sono spontanee, nascono dai giovani e dalla nuova middle class dei grandi centri urbani. Anche se a battersi da anni contro Erdogan è il Partito Repubblicano Turco (CHP), principale gruppo d’opposizione. Abbiamo raggiunto ad Ankara il suo vicepresidente Faruk Logoglu, parlamentare ed ex ambasciatore della Turchia negli Stati Uniti.

Per quale motivo in Turchia, un Paese economicamente florido, sono esplose queste manifestazioni contro Erdogan?

Le manifestazioni contro Erdogan sono un’espressione di frustrazione, rabbia e insoddisfazione accumulate da anni nei confronti della politica interna ed estera del governo turco. Le generazioni più giovani e la nuova classe media stanno dicendo al premier Erdogan che ne hanno abbastanza e che non intendono più tollerare il suo atteggiamento dittatoriale e autoritario nei confronti delle persone. Dopo le manifestazioni di questi giorni la Turchia non sarà più la stessa di prima. C’è stato un cambiamento fondamentale nella politica e nella società turca, perché questa è la prima volta che la società civile afferma: “Vogliamo indietro la democrazia!”.

Che cosa ne pensa di chi ha coniato il termine “Primavera turca”?

C’è una differenza fondamentale che ci distingue dalla Primavera araba, ma anche dalla Rivoluzione arancione (le proteste in Ucraina del 2004-2005, Ndr) e dalla Rivoluzione di velluto (l’insurrezione della Cecoslovacchia nel 1989, Ndr). Nessuno di questi Paesi prima della rivoluzione aveva mai avuto una vera democrazia. La Turchia al contrario è stata una democrazia, ma il governo sta muovendo dei passi per minarne le basi. Proprio per questo ciò che stanno dicendo i giovani turchi a Erdogan è: “Non hai il diritto di farlo”. Tutto è iniziato con una protesta contro la cementificazione di un parco a Istanbul.

Che cosa c’entrano gli alberi con la democrazia?