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ITALIANO UCCISO/ Gen. Castagnetti: l’Italia in Afghanistan paga gli errori di altri

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La comunità internazionale avrebbe dovuto fissare degli obiettivi più pragmatici. Invece siamo andati là pensando di portare la democrazia in un Paese che vive al tempo del Medioevo, affrontando tutte le problematiche e quindi disperdendo il nostro denaro e i nostri sforzi. Le priorità invece dovevano essere esclusivamente tre: la formazione di un esercito afghano, le strade e le dighe.

 

All’Italia è stato affidato il compito di riformare la giustizia afghana. Ritiene che siamo riusciti nel nostro intento?

No, anche perché si trattava di una missione impossibile, per la quale abbiamo gettato alle ortiche 100 milioni di euro che potevano essere spesi altrimenti. L’unico risultato concreto è stata la costruzione del primo carcere femminile presente nel Paese. Per il resto era assurdo pensare di poter portare un sistema giudiziario sul modello delle democrazie occidentali in un Paese come l’Afghanistan. Nei villaggi abbandonati sulle montagne, del tutto privi di strade che li colleghino alle città, l’unica autorità è il capo del villaggio il quale è contemporaneamente il poliziotto, il sindaco e il giudice. Questo è l’unico modello di giustizia che abbia mai funzionato in Afghanistan.

 

Che cosa ha fatto invece l’Italia nel campo dell’educazione?

In Afghanistan abbiamo costruito numerose scuole, rendendo obbligatoria anche la frequenza delle bambine. I capi-villaggio però non vogliono che le bambine vadano a scuola, e quindi ci sono stati numerosi contrasti che in alcuni casi hanno fatto sì che le scuole fossero bruciate.

 

Per quale motivo non si è riusciti a concentrare gli sforzi su obiettivi realizzabili?

La concentrazione degli sforzi è possibile solo dove c’è una leadership, che in Afghanistan è mancata. Sul campo infatti è presente il comandante militare dell’Isaf, ma anche l’Onu che non dipende da quest’ultimo, diverse organizzazioni non governative e numerosi Paesi che non fanno parte della Nato, tra cui l’India.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
09/06/2013 - commento (francesco taddei)

l'italia paga sempre per gli errori degli altri! è stato così con rommel in africa e con badoglio a cefalonia. è così in afghanistan con gli americani e con il pacco di soldi per gli f35 pure difettosi che compriamo perchè lo ordina il padrone. finchè qualcuno non mette la nazione italia al primo posto sentiremo solo lagne e interviste.