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EGITTO/ Tewfik Aclimandos: e se l'esercito avesse fatto un "patto" con l'Arabia Saudita?

Pubblicazione:venerdì 12 luglio 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 12 luglio 2013, 8.41

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Esattamente. Diversi commentatori occidentali hanno affermato che i Fratelli musulmani sono il futuro del Medio Oriente e che il regime saudita al contrario dovrebbe scomparire. Tutto ciò ha portato l’Arabia Saudita a fare di tutto pur di mettere i bastoni fra le ruote ai Fratelli musulmani, al punto da promettere che se l’esercito avesse impedito al partito islamista di salire al potere avrebbe ottenuto il pieno sostegno da parte di Riyad.

 

Quindi i manifestanti che hanno fatto cadere Morsi erano manovrati dall’esterno?

In primo luogo ricordo che i Fratelli musulmani erano a loro volta sostenuti dal Qatar, senza i cui fondi il regime egiziano sarebbe già collassato sei mesi fa. Le intenzioni di Morsi erano inoltre profondamente autoritarie, e il presidente ha tradito tutte le sue promesse democratiche cercando di lanciare riforme che stavano portando a uno Stato totalitario.

 

Il rischio di una deriva autoritaria da parte dell’esercito non è altrettanto grave?

No, l’esercito è interessato a difendere la democrazia, in cambio del fatto che i partiti laici non attacchino i privilegi dei militari. I generali non hanno però il minimo desiderio di assumersi la responsabilità di governare un Paese instabile come l’Egitto, la cui ripresa economica dovrà passare necessariamente attraverso l’assunzione di misure impopolari. Inoltre se i generali dovessero assumere il potere, porterebbero liberali, salafiti e Fratelli musulmani a coalizzarsi contro di loro.

 

(Pietro Vernizzi)



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