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DIARIO TURCHIA/ Così il golpe in Egitto ha indebolito Erdogan

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Il caos egiziano, oltretutto, potrebbe avere delle ripercussioni indirette nel Paese guidato da Erdogan. La caduta del Governo di Morsi e il golpe di Stato da parte dei militari ha fatto perdere un valido alleato alla Turchia, che si stava posizionando al centro dello scacchiere medio-orientale con la sua democrazia a leadership islamica. Tra i Fratelli musulmani di Morsi e il Partito Sviluppo e Giustizia turco vi era un forte sodalizio e non si può non notare che l’insuccesso popolare egiziano non sia in una qual maniera legato all’insuccesso nella gestione della protesta turca.

Certamente, in Turchia vige una democrazia molto più forte e consolidata e il potere militare ha subito una forte decapitazione nel corso degli ultimi anni, ma è chiaro che la situazione rimane molto incerta. È quasi impossibile un intervento militare, ma l’opposizione ad Erdogan rimane fortemente frammentata e debole e non è facile prevedere quanto possa succedere.

Quella che era partita come una protesta per il salvataggio di un piccolo parco al centro di Istanbul è diventata una grande occasione per l’opposizione per riformarsi, ma non sarà affatto facile. L’unica certezza è che Erdogan ha perso molto consenso popolare e al contempo ha visto indebolita la propria posizione internazionale. 

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