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DIARIO TURCHIA/ Così il golpe in Egitto ha indebolito Erdogan

Il parco Gezi è stato riaperto grazie ad una sentenza di un Tribunale amministrativo, ma il governo, spiega ANDREA GIURICIN, ha deciso di esercitare ancora una volta la violenza sulla folla

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La situazione in Turchia rimane molto complicata. Dopo che il Governo si è ritrovato costretto a riaprire il parco Gezi, grazie ad una sentenza di un Tribunale amministrativo che ha dichiarato nullo il progetto immobiliare, la scorsa domenica centinaia di manifestanti avevano deciso riunirsi nello spazio pubblico.

Questa nuova manifestazione, organizzata tramite Twitter e Facebook, ha tuttavia trovato l’opposizione del governatore di Istanbul che ha immediatamente vietato ogni assembramento di persone.

Dopo nemmeno tre ore, la gente che si stava riunendo intorno a piazza Taksim e al Parco Gezi è stata costretta ad abbandonare il luogo pubblico sotto il duro attacco della polizia che ha un’altra volta utilizzato il pugno di ferro.

Non sono stati utilizzati solo getti d’acqua, ma anche spray urticanti e proiettili di gomma per disperdere una manifestazione pacifica che aveva la semplice intenzione di riappropriarsi di un luogo che era stato ingiustamente chiuso dal Governo. La sentenza del Tribunale amministrativo è stata infatti resa pubblica solo ad inizio luglio, quando invece era stata presa ad inizio di giugno proprio durante il clou delle proteste. Una situazione molto imbarazzante per il Governo, che ancora una volta ha perso la credibilità di fronte ai manifestanti.

Per tutta la nottata di lunedì gli scontri con la polizia si sono susseguiti nel centro di Istanbul, ma quel che più ha sorpreso la cittadinanza della megalopoli turca è stata la decisione di chiudere tutto il centro e le strade che portavano a Taksim fin dalle cinque di pomeriggio. Le persone che lavoravano nei dintorni di Taksim sono state costrette a lasciare il proprio lavoro e la stessa Istiklal Caddesi, la principale via commerciale di Istanbul, è rimasta chiusa. Una situazione alquanto complicata e derivante dalla decisione di mantenere il divieto di fare delle manifestazioni all’interno di Gezi Park. La gestione della protesta non sembra essere il “forte” dell’amministrazione Erdogan.

Le preoccupazioni interne del premier turco sono inoltre incrementate dallo scenario che si sta delineando a livello medio-orientale.