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DIARIO DAL KASHMIR/ 2. Sentirsi a casa agli antipodi del mondo

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Infophoto - Donne del Kashmir  Infophoto - Donne del Kashmir

Anche se il campo è un terreno apolide, e l’India la si vede dalla rete di recinzione (qui vicino c’è una casa di contadini con animali e tanti bambini), di fatto attraverso la vita comune vengono a contatto esperienze e cultura diverse.  Vivendo assieme, condividendo ogni giorno la fatica, il fumo e la polvere, il fango in galleria e i problemi, la conoscenza va al fondo della persona, non è una conoscenza da turista.

L’unica apertura al mondo esterno avviene con i viaggi quando, aggrappato alla maniglia del fuoristrada, guardo fuori. E’ come vedere fotogrammi di un film, fotogrammi di una vita che scorre attorno a una strada che per noi potrebbe essere la via Emilia di 60 anni fa, prima dell’Autostrada del Sole. Gente che cucina, che si lava nei ruscelli, che aspetta, che mangia negli improbabili ristoranti ai lati della strada. Anche qui mi aiuta la mia insaziabile voglia di conoscere, di vedere e di capire. Tutto è nuovo e quindi bellissimo. Fra l’altro, pur essendo evidentemente diverso dall’Italia, non trovo tutta questa sporcizia, tutto questo disordine di cui mi avevano parlato. E’ chiaro che non mi fermerei volentieri a mangiare lungo la strada e a bere, se non bottigliette sigillate, ma questa umanità non mi respinge, piuttosto mi attira.

Prima di partire mi ero premurato di cercare contatti con la realtà ecclesiale di qui, scrivendo al vescovo di Jammu Srinagar, una diocesi che comprende due stati. Mi ha risposto dopo qualche giorno, scusandosi del ritardo, mandandomi il suo numero di cellulare e invitandomi a cercarlo in qualunque momento. Quando poi ho saputo che sarei stato mandato non a Reasi, dove ci sono una chiesa e una scuola cattoliche, ma nella zona del Kashmir a maggioranza musulmana mi ha detto: “Non preoccuparti, fa parte anche quella della mia missione”. Non avevo previsto di non avere la domenica libera, e quindi ho cominciato a stamparmi almeno la liturgia del giorno e a prendermi una decina di minuti la mattina per leggerla. Riprendere l’abitudine di andare a messa tutti i giorni ti permette di vedere la storia che si dipana dietro la liturgia, non solo qualche episodio isolato. Ma anche in questa situazione ogni giorno la Presenza mi aspetta al varco.

 

 


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