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DIARIO DAL KASHMIR/ 2. Sentirsi a casa agli antipodi del mondo

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Infophoto - Donne del Kashmir  Infophoto - Donne del Kashmir

Il 29 giugno, sabato, sono andato nel tunnel con il collega nepalese a misurare le deformazioni e gli sforzi all’interno dell’ammasso roccioso nel tempo. Si tratta di collegare uno strumento a dei fasci di fili con etichette illeggibili che escono dal calcestruzzo, nella polvere e nel buio. Lo faccio perché qui dobbiamo saper fare tutti un po’ di tutto, altrimenti se qualcuno se ne va non possiamo consegnare il lavoro. Abbiamo terminato dopo circa un’ora e ci siamo fermati nell’ufficio del capo imbocco. Lì, siccome non ho mai fatto mistero delle mie convinzioni, mi hanno presentato un caposquadra con un aspetto un po’ da delinquente: capelli lunghi e ricci, stretti in un nodo. Mi chiede se conosco il Papa e mi dice che è malese e cristiano. Per dimostrarlo mi porge la mano a pugno, apre la mia e mi lascia cadere dentro un rosario di legno d’ulivo. Dico che gli manderò una foto del Papa che ho fatto io e che a Udhampur c’è una chiesa. Ci scambiamo mail e telefono; si chiama Joseph Julian. (continua)

 

(Angelo Villa)

2 - continua



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