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DIARIO DAL KASHMIR/ 3. Anche in vetta all’Himalaya non si è mai soli

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Stanchissimo, cerco di scrivere due parole, come tutte le sere, per fissare ciò che la memoria tende invece a dimenticare. La sera dopo il vescovo mi manda un sms per sapere com’è andata, mi chiede se ho incontrato il parroco ... E pensare che mi sembrava una giornata dove non era successo niente. Dopo un mese che sono qui mi sento che questi luoghi cominciano a diventare familiari. La fatica è tanta, ma è resa meno pesante dalla incredibile novità che ogni giorno fa capolino nella mia giornata. L’importante è riconoscerla. Anche dal punto di vista professionale, vedo che la mia esperienza pratica ed eclettica serve a fare da sintesi fra il progetto e la sua realizzazione. E’ anche un’occasione per approfondire un aspetto della mia professione che finora avevo un po’ snobbato, il calcolo delle gallerie, che adesso invece, visto nella sua concretezza, assume un interesse del tutto nuovo.

 

E’ molto faticoso lavorare 12 ore al giorno ininterrottamente ma, almeno per ora, l’interesse per quello che sto facendo e vivendo supera tutto. Spero che questa fiamma non si spenga; anche perché ogni giorno nuovo combustibile si aggiunge. Mi stupisco di me stesso e della mia apertura alle novità, tanto da dirmi che è l’occasione di cambiamento che, miracolosamente, mi è data, ma mi fermo qui perchè non mi piace giocare con queste parole. «La vita è la più romantica delle avventure - ha scritto Chesterton in uno dei suoi racconti - ma soltanto chi ha il cuore di avventuriero può comprenderlo». Ecco, ho scoperto dentro di me questo desiderio di avventura e non ho fatto altro che seguirlo, che obbedire alla realtà. Semplice. Quasi banale.

 

(Angelo Villa)

3 - fine

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COMMENTI
16/07/2013 - Comunione anche dall'Himalaya. (claudia mazzola)

Che storie meravigliose, fan bene all'anima! Non so se qualcuno ha notato che quando si sente raccontare così, è come se all'improvviso si "sentisse" di avere un cuore nel petto. Quasi come se prima non ci fosse, e poi, ad un certo punto, ci si scopre dentro un dolce peso che pompa e batte. Grazie!