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SIRIA/ Swift (esperto Usa): Al Qaeda "lavora" per Assad

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La principale difficoltà di Assad nel vincere la guerra consiste nel riprendersi dei territori che ha perso, e attualmente non sembra avere la capacità per farlo. Per vincere la guerra i ribelli devono invece abbattere Assad e rimpiazzarlo con qualcun altro. Finché Al Qaeda continuerà a giocare un ruolo così importante nel movimento ribelle, è improbabile che quest’ultimo riesca a realizzare i suoi scopi. Come in altre guerre simili, Al Qaeda sta usando il conflitto siriano per generare ancora più violenza. Ciò non ha nulla a che fare con i ribelli né con Assad, e si tratta di un problema che difficilmente potrà essere risolto in qualsiasi momento del futuro.

 

Per il corrispondente dell’Independent Robert Fisk, prendendo parte al conflitto siriano l’Occidente rischia di provocare una nuova Bosnia. E’ d’accordo con lui?

Sono un professore universitario, e non possono evitare di dire apertamente che da un punto di vista analitico ci sono dei gravi rischi nel fare delle analogie storiche come questa. La situazione sociale, culturale, politica nella Siria contemporanea è molto diversa da com’era in Bosnia negli anni 90. L’interesse dell’Occidente a intervenire e stabilizzare l’attuale conflitto è a sua volta diverso. In termini di sofferenze umane e di numero di rifugiati, Bosnia e Siria sono molto simili. Nel primo conflitto a scontrarsi erano però cristiani da un lato e musulmani dall’altra. In Siria abbiamo invece ribelli la cui stragrande maggioranza sono sunniti, una minoranza alawita al governo e una piccola banda di combattenti estremisti. Non si tratta quindi di situazioni analoghe, e se l’Occidente vuole contribuire a stabilizzare la situazione deve basarsi sulla realtà di questo conflitto, e non su parallelismi con la guerra di Bosnia di 20 anni fa.

 

(Pietro Vernizzi)



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