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Esteri

HEZBOLLAH/ Camille Eid: perché l'Ue vuole la guerra civile in Libano?

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L’Ue rischia di intralciare gli sforzi del governo di Beirut che sono comunque già difficili in partenza. A destare la meraviglia dei libanesi è la distinzione operata dall’Ue, e non solo, nel parlare di ala politica e ala militare di Hezbollah, mentre nei fatti esiste un’unica organizzazione. Una decisione di una tale importanza porterebbe alla destabilizzazione dell’intero Libano, che già si trova a un passo da una nuova guerra civile. Le tensioni tra sciiti e sunniti sono arrivate al massimo livello, con scontri che si sono verificati a Sidone. I gruppi salafiti si stanno inoltre espandendo come una forma di reazione allo strapotere di Hezbollah, e quindi il Paese si trova a un passo dal baratro.

 

Quali effetti produrrebbe un Libano destabilizzato per l’intero Medio Oriente?

La prima conseguenza sarebbe quella di avere due Paesi confinanti, Siria e Libano, in una guerra che assume sempre di più dei connotati confessionali. Ricordo che Hezbollah è un movimento sciita, e i sunniti non attendono altro che di poter dire che si tratta di un’organizzazione terroristica. Ciò avrebbe dei collegamenti con la Siria, dove gli alawiti cui appartiene Assad sono a loro volta sciiti. In Iraq inoltre ci sono continue tensioni e sit-in da parte della popolazione sunnita che accusa il governo centrale di fare soltanto gli interessi della comunità sciita. Si tratta di una catena di conflitti trasversali che rischiano di trasformarsi in una guerra generalizzata in grado di travolgere l’intero Medio Oriente.

 

(Pietro Vernizzi)

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