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MEDIO ORIENTE/ Micalessin: in Iraq una guerra civile "pilotata" può spaccare il paese

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Senza dubbio Abu Ghraib è il simbolo della repressione nei confronti dei sunniti e delle tribù che affiancano Al Qaeda.

 

In quella prigione erano rinchiusi combattenti del jihad che oggi sono liberi?
Che i militanti jihadisti siano capaci lo dimostrano i fatti della Siria. Sono gli stessi che combattono in Siria e in Iraq. Non a caso i gruppi jihadisti che combattono in Siria si chiamano Al Qaeda in Iraq-Siria. I migliori guerriglieri arrivano proprio dall’Iraq. Parliamo di militanti molto addestrati, che ormai hanno alle spalle dieci anni di esperienza di combattimento.

 

La tensione sta aumentando.
Lo scontro tra sunniti e sciti sottende tutti conflitti in corso oggi in Medio oriente. I principali attori che si stanno contendendo il controllo dell’area sono, da una parte, la grande potenza della Siria e, dall’altra, quella del Qatar e dell’Arabia Saudita. Sicuramente questa situazione è più evidente in quell’asse sciita che si estende dal Libano alla Siria, all’Iraq fino all’Iran. Ma era così anche nel 2004.     

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