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Esteri

EGITTO/ L’esercito dà la “caccia” ai Fratelli musulmani e ne arresta 300

Benché Mohammed Morsi rappresenti l’espressione tra le più pericolose dell’integralismo islamico al potere, si dà il caso che la sua destituzione sia frutto di un colpo di Stato.

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Benché Mohammed Morsi rappresenti l’espressione tra le più pericolose dell’integralismo islamico al potere, si dà il caso che la sua destituzione sia frutto di un colpo di Stato. E un colpo di Stato, benché i militari possano essere ritenuti genericamente meno peggiori della Fratellanza islamica al potere, resta sempre tale. Con tutte le nefaste conseguenze di ciò che rappresenta. Non sappiano ancora come si comporterà l’esercito nei confronti della popolazione. Sta di fatto che, nonostante le parole concilianti del neo-presidente provvisorio Adly Mansour, che aveva fatto presente come i Fratelli musulmani siano parte integrante della Nazione, i militari stanno assumendo un atteggiamento decisamente diverso. E’, in sostanza, caccia al fratello musulmano. Sinora sono ben 300 gli arrestati del movimento islamista, tra cui la guida spirituale Mohamed Badie, e il suo vice, Khairat el Shater. Tutte le emittenti da loro controllate, inoltre, sono state chiuse, e le loro trasmissioni oscurate. Resta da capire cosa accadrà domani. Per venerdì, infatti, i Fratelli musulmani hanno chiesto ai sostenitori di tutto il Paese di scendere in piazza contro chi ha messo in galera Mohamed Morsi.

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