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EGITTO/ Le parole chiave della nuova rivoluzione

Tre anni dopo il popolo egiziano rovescia di nuovo il governo in carica: questa volta ad andare via è il presidente islamico Morsi. Ecco le parole chiave di questa primavera araba

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Probabilmente è  questa, piuttosto che quella di tre anni fa, la vera e autentica primavera araba: una popolazione in stragrande maggioranza islamica che manda via proprio un governo islamico non si era infatti mai visto. Ma chi sono i protagonisti di questa nuova primavera araba, quali le parole che la identificano? Ovviamente al primo posto anche se non in ordine alfabetico è il movimento Tamaroud, quello che ha guidato la caduta di Morsi. La parola in arabo significa semplicemente "ribellione", che è il senso di questo movimento. Il movimento è stato fondato da appartenenti a un altro movimento, Egyptian Movement for Change, movimento che si era opposto al regime di Mubarak. Sono gli appartenenti al Tamaroud che hanno dato il via alla raccolta di firme, quasi 22 milioni, con la richiesta di dimissioni di Morsi.

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Ma i sostenitori del presidente hanno dato vita a un movimento contrapposto: Tajarroud, che significa "imparzialità": loro di firme -  a favore di Morsi - ne hanno raccolte 10 milioni. C'è però chi dice che nessuno li ha visti raccogliere queste firme. La vera forza politica islamica è però ovviamente quella dei Fratelli musulmani messi in galera ai tempi di Mubarak, hanno immediatamente preso il potere alle elezioni libere successive, mandando come presidente proprio Morsi. Divisi tra musulmani democratici e musulmani maggiormente integralisti, si sono rivelati incapaci di mettere insieme le molte anime egiziane cadendo in una deriva fondamentalista e autoritaria, fallendo anche dal punto di vista economico.

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Un'altra parola chiave è "esercito", quelle forze armate che prima hanno messo la parola definitiva alla caduta di Mubarak e adesso a quella di Morsi. In Egitto l'esercito è la forza anche politica più forte e decisiva: ogni sua decisione fa da ago della bilancia sulle dispute politiche. D'altro canto fu proprio l'esercito nel 1952 a far cadere la monarchia e a dare vita alla moderna repubblica egiziana.

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Sebbene i cristiani siano una minoranza nell'Egitto a maggioranza islamica, non si può tralasciare il ruolo e l'importanza della Chiesa copta.Guidata da circa un anno dal Papa Tawadros II si è schierata tre anni fa ma soprattutto oggi contro gli islamici con grande coraggio, visto le violenze e le persecuzioni da parte dei radicali islamici contro di lei. Una minoranza i cristiani in Egitto, ma pur sempre circa otto milioni di persone.

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