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Esteri

EGITTO/ Eid: per la prima volta la Chiesa gioca un ruolo da protagonista

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Il fallimento di Morsi sembra sottolineare una cosa, il fallimento del tentativo islamico di instaurare governi realmente democratici. E' un problema di natura culturale legato all'islamismo? 
E' una regola generale che ha trovato conferma in Egitto, non in Turchia dove al momento il partito islamico è al governo da circa quindici anni. 

Che regola intende? 
Quando un partito politico si presenta in nome della religione come hanno fatto i Fratelli musulmani e dice che l'islam è la soluzione e poi quando è al potere l'islam dimostra di non essere in grado di offrire una soluzione a tutti i problemi, da quelli economici a quelli sociali il primo a essere denunciato è la religione. Questo abbinamento mette in cattiva luce l'islam: in Egitto il popolo ci ha messo un anno per capire questo, guardiamo al calo assoluto di popolarità del partito dei Fratelli musulmani, proprio perché hanno preso il potere. 

Insomma: capaci di criticare ma non di governare? 
La forza dei Fratelli musulmani per decenni è stata quella di dire che il socialismo non funziona, poi che il nasserismo non funziona. Che bisogna tornare all'islam al governo perché fornisce la chiave di soluzione ai problemi, Ma era un miraggio dietro al quale correva il popolo egiziano. Poi quando si sono dimostrati inadatti a governare la gente si è resa conto del miraggio. 

Quale è stato il maggior errore di Morsi, mettere mano alla costituzione? 
Diversi errori, ad esempio aver avuto diversi bracci di ferro quando nei primi mesi adottava certe misure poi veniva fermato dalla corte costituzionale e faceva marcia indietro. Passi sbagliati e ritirandosi da questi stessi passi ha dato prova che non era esperto di governo. Che poi non governava lui ma la guida suprema della fratellanza musulmana, quelli che poi sono stati arrestati dai militari in questi giorni. Non era esperto di politiche tanto da gestire un paese così importante come l'Egitto. 

La banca americana Merrill Lynch ha detto che nel giro di sei mesi l'Egitto rischia di crollare dal punto di vista economico. 
Infatti. Con tutto il rispetto per la questione democratica e sapendo che l'esercito continuerà a giocare un ruolo fondamentale in Egitto la questione economica è ancora più importante. Prima infatti di pensare alla libertà di espressione una persona deve pensare a mangiare. Il popolo egiziano sta cominciando a soffrire la fame. Sembra che paesi del golfo come l'Arabia Saudita e gli Emirati vogliano dare sostegno economico al nuovo governo di transizione. Ma poi bisognerà vedere chi vincerà le prossime elezioni: torneranno i Fratelli musulmani più forti che mai con la determinazione a far fuori tutte le opposizioni, oppure l'opposizione attuale riuscirà a fare un governo che rappresenti le forze al suo interno e non dunque una nuova forza islamista al potere? Una boccata di ossigeno gli Emirati l'hanno già data in questi gironi fornendo gasolio all'Egitto che non ne aveva più.