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EGITTO/ Spari sui manifestanti pro-Morsi: almeno 35 morti al Cairo

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Cresce la violenza in Egitto, dove questa mattina almeno 35 persone, soprattutto sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi, sarebbero state uccise all’alba dalle forze dell’ordine. Secondo quanto riferito dai Fratelli musulmani, i militari avrebbero aperto il fuoco sulla folla durante una manifestazione organizzata davanti alla sede della Guardia repubblicana al Cairo, compiendo una strage. E' stato il funzionario del ministero, Khaled el-Khatib, ad aggiungere che nella sparatoria sarebbero rimaste ferite almeno 300 persone. Nonostante i Fratelli musulmani sostengano che ad aprire il fuoco siano stati membri dell'esercito, i militari hanno invece parlato di uomini armati che hanno sparato nel tentativo di fermare decine di manifestanti intenzionati a fare irruzione nell'edificio. "I soldati hanno lanciato gas lacrimogeni e dopo alcuni cecchini hanno aperto il fuoco. I morti sono stati quasi tutti colpiti alla testa", ha detto un membro della Fratellanza, mentre successivamente il partito Libertà e Giustizia, espressione politica dei Fratelli musulmani, ha incitato alla "rivolta del grande popolo d'Egitto contro coloro che vogliono rubargli la sua rivoluzione con i carri armati", esortando "la comunità internazionale, i gruppi stranieri e tutti gli uomini liberi del mondo a intervenire per impedire altri massacri e la nascita di una nuova Siria nel mondo arabo". Dopo la strage, il Nour, il secondo partito salafita egiziano, ha annunciato il
ritiro "da tutti i negoziati per la nascita del nuovo esecutivo, come prima risposta al massacro della Guardia Repubblicana".



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