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RUSSIA/ Aborti, divorzi, unioni di fatto: quando una "Festa della famiglia" non basta più

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In realtà, la famiglia in Russia avrebbe un estremo bisogno di modelli positivi perché l’istituto familiare qui è particolarmente fragile, devastato com’è stato per decenni dall’ideologia. In epoca sovietica gli affetti familiari erano guardati con sospetto laddove pretendevano di porsi al di sopra della "purezza dell’ideologia" e della fedeltà al partito, se non addirittura in conflitto con esse. Basti pensare che per decenni il modello proposto ai giovani è stato Pavlik Morozov, un ragazzino che non aveva esitato a denunciare suo padre e a farlo condannare, ed era per questo stato linciato (cioè "martirizzato", nel linguaggio della propaganda) dagli abitanti del villaggio.

Con la perestrojka il vuoto ideologico non è mai stato colmato, e anche oggi, a venticinque anni di distanza, il vescovo Panteleimon, responsabile del Dipartimento della Chiesa ortodossa per la beneficenza e la pastorale sociale, in un’intervista rilasciata due giorni fa ha constatato amaramente: "La famiglia in Russia sta sfasciandosi sotto i nostri occhi. Il nostro paese occupa il primo posto per numero di aborti, cresce il numero di famiglie separate, aumenta il numero di coloro che decidono di non contrarre un vincolo matrimoniale stabile. Prosegue la massiccia ondata di divorzi, abbiamo più di mezzo milione di orfani e minori abbandonati dai genitori". Tra l’altro, proprio per questo motivo la Chiesa ortodossa russa ha varato, proprio in concomitanza con la festa, una "Commissione per la famiglia e la tutela della maternità" che avrà il compito di coordinare l’opera di centri diocesani e parrocchiali di ascolto e di sostegno.



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