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Esteri

CASO ABLYAZOV/ Cosa c'è dietro a questo "giallo" internazionale?

Il presidente del Kazakistan, Nazarbaev - infophoto Il presidente del Kazakistan, Nazarbaev - infophoto

Quel che è certo, è che è indubbio che vi possano essere degli interessi in gioco. Tuttavia, finora l’unica evidenza consiste nel fatto che se il nostro Paese afferma che un rifugiato politico ha il diritto di risiedere sul nostro territorio, ha pure il dovere di garantirgli la sicurezza. Invece, dalla vicenda è emerso come l’Italia sia tanto la patria del diritto quanto dell’incapacità di garantirlo. Del resto, siamo il Paese della proliferazione della leggi e dell’incapacità di applicarla.

Considerando gli elementi a disposizione, quale potrebbe essere, verosimilmente, la ragione di quanto accaduto?

Mi sono fatto l’idea che, per lo più, sia stata originata dal classico intreccio burocratico-amministrativo foriero di disastri. Quando un magistrato firma l’espulsione di una donna e di una bambina di sei anni in virtù del fatto che i documenti e le carte lo giustificherebbero, siamo di fronte ad una burocrazia cieca, che non si cura minimamente se le carte abbiano una qualche attinenza con la realtà. Non è un caso, infatti, che le autorità ritennero che nel passaporto della donna fosse contenuto un cognome falso, dato che non c’era scritto Ablyazov, bensì il suo cognome da nubile. 

 

(Paolo Nessi)

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