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IRLANDA IN FIAMME/ Il "tradimento" di Londra e la crisi dei cattolici

Pubblicazione:domenica 11 agosto 2013

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Dal quartiere-fortezza dei lealisti, Shankill Road, è partita una contro-manifestazione di centinaia di persone. La polizia, che in passato era stata a lungo criticata dai cattolici per la scarsa "equidistanza" e per essere di fatto uno strumento del potere orangista, è intervenuta per far rispettare le regole del gioco, che prevedono, in caso di parate e celebrazioni, che ognuno svolga i propri "riti" senza che la controparte possa intervenire, con conseguenze facilmente immaginabili e che si sono purtroppo per lungo temo verificate. Ne è uscito quel pomeriggio da incubo che ha fatto ritornare, dopo diverso tempo, l'Irlanda sulle prime pagine dei giornali. 

Un'Irlanda che ormai sembra − nella Repubblica di Dublino − aver messo da parte le passioni per le province irredente concentrandosi sulla crisi economica che la attanaglia dopo la fine degli anni d'oro della "Tigre Celtica", e dove l'intellighentia da anni la battaglia principale la conduce contro la propria identità cattolica, cogliendo l'occasione da fatti dolorosi come la pedofilia di alcuni esponenti del clero per porre mano ad un'opera di immane auto-demolizione della propria cultura, dell'anima profonda dell'Irlanda. 

In questi giorni, un paese – la Repubblica dell'Eire − dove le manifestazioni pubbliche degli ultimi mesi hanno riguardato principalmente l'introduzione dell'aborto legalizzato, inteso dai laicisti come irrinunciabile passo avanti verso la modernizzazione dell'isola, si è risvegliato rivedendo le immagini delle molotov, delle auto incendiate, dei feriti, dei lacrimogeni. Immagini che i giovani irlandesi cresciuti davanti ai pc non conoscevano, e che invece a chi ha qualche anno in più avrà rievocato i giorni del Bloody Sunday, di Bobby Sands e degli Hunger strikers, delle autoblindo e delle auto bomba. Episodi singoli, forse, che troveranno adeguata risposta, come ha promesso il capo della polizia di Belfast, ma che devono far pensare, e non solo nella bella Isola di Smeraldo.  



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COMMENTI
16/08/2013 - commento (francesco taddei)

ai cattolici non è permesso protestare. devono soffrire in silenzio. stessa sorte a chi nel mondo contesta le anglosassoni potenze.