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EGITTO/ I Fratelli Musulmani aprono al dialogo per porre fine alla crisi

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Proseguono gli scontri in Egitto tra la polizia e i sostenitori di Mohamed Morsi. E’ di almeno dieci feriti il bilancio di una manifestazione organizzata oggi davanti alla sede del ministero degli Affari religiosi, dove un gruppo di giovani ha lanciato alcune bottiglie di vetro in direzione dei sostenitori del deposto presidente. A quel punto la polizia è intervenuta lanciando alcuni lacrimogeni e disperdendo la folla. “Se i dimostranti non faranno ricorso alla violenza speriamo di poter risolvere la situazione senza vittime significative”, ha detto il ministro degli Esteri, Nabil Fahmi, spiegando però che “non si può andare avanti all'infinito così” e che c’è bisogno di “ripristinare l'ordine e la sicurezza”. Fahmi ha aggiunto che “la porta resta aperta al dialogo, vogliamo includere i Fratelli musulmani e gli altri nel percorso di riconciliazione previsto dalla road map. Ma loro non vogliono”. Per mettere fine ai disordini, i Fratelli Musulmani si sono detti disponibili a partecipare ai colloqui con il governo, ma hanno già posto alcune condizioni: innanzitutto, ha detto il portavoce Gehad El-Haddad, i Fratelli Musulmani non accetteranno una mediazione del gran imam di al-Azhar, Ahmed el-Tayeb, il quale ha già dato il suo appoggio all'esercito contro il presidente Morsi. I lealisti chiedono inoltre che i negoziati siano basati sul "ripristino delle legittimità costituzionali".



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