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Esteri

EGITTO/ Farouq: i Fratelli musulmani hanno costruito il loro Stato parallelo

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Finanziare queste realtà in passato è stata una scelta di molte persone che nulla avevano a che fare con i Fratelli musulmani, ma che nasceva dal senso di colpa per il fatto di vedere dei bambini poveri che cercavano del cibo nella spazzatura dei quartieri ricchi. In altre parole era un modo di fuggire della responsabilità di fare qualcosa.

 

Che cosa è cambiato dopo la rivoluzione del 2011?

Dopo la rivoluzione queste stesse persone hanno iniziato a impegnarsi nei nuovi partiti sorti in Egitto per cambiare la situazione in cui vivono le classi più indigenti. Sono stati i sacrifici e il coraggio dei giovani della classe media a permettere che le cose iniziassero a cambiare. Mi sento quindi di difendere il governo di Hashem El-Beblawi perché a volerlo sono stati gli stessi giovani che hanno rischiato la vita in piazza Tahrir. Trenta milioni di persone scese in piazza a manifestare hanno scelto Adly Mansour come nuovo presidente e Mohamed El-Baradei come vicepresidente.

 

Fatto sta che l’esercito ha giocato un ruolo cruciale nella cacciata di Morsi …

Non mi illudo che l’esercito egiziano sia una legione angelica, né che il generale Abdel Fattah el-Sisi sia il nuovo profeta della libertà. Giudicheremo el-Sisi sulla base delle sue azioni, e se dovesse anche solo tentare di impossessarsi della rivoluzione per introdurre una nuova dittatura, chi ha fatto cadere Morsi si sbarazzerà anche dei generali.

 

Voltaire ha scritto: “Non sono d'accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo”. Rivolgerebbe questa frase a un Fratello musulmano?

La mia stessa storia personale lo conferma. Nel 2010 sono stato interrogato dai servizi segreti perché avevo invitato uno dei leader dei Fratelli musulmani al Meeting Cairo. L’interrogatorio è durato una notte intera e per tutto quel tempo mi sono chiesto se sarei mai stato liberato. Non è successo solo a me. Molti di quanti lo scorso 30 giugno sono scesi in piazza contro Morsi, hanno combattuto il regime di Mubarak per difendere i diritti degli stessi Fratelli musulmani.

 

Perché ne è così certo?

Lo stesso Mohamed El-Baradei è stato il primo ad annunciare nel 2009 che i Fratelli musulmani avevano diritto a una partecipazione politica a tutti gli effetti. Essam El-Erian, famoso leader dei Fratelli musulmani che oggi attacca il governo, all’epoca definì El-Baradei “una candela nella notte”.

 

E quindi?

La coerenza di liberali come il Premio Nobel El-Baradei è sotto gli occhi di tutti, a differenza del comportamento dei Fratelli musulmani. Eppure il senatore McCain e molti politici occidentali di spicco sembrano essere convinti del contrario. McCain, lo ricordo per chi se ne fosse dimenticato, è la stessa persona che ha sostenuto la guerra in Afghanistan e in Iraq e che durante le presidenziali Usa dichiarò che i Fratelli musulmani erano un’organizzazione terroristica collegata ad Al Qaeda e ai jihadisti. Eppure ora McCain continua a parlare della rivolta contro Morsi come di un colpo di Stato.

 

(2-fine)

 

(Pietro Vernizzi)

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