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Esteri

EGITTO/ Scontri al Cairo, prolungata la detenzione di Morsi. I Fratelli Musulmani tornano a manifestare

E’ tragico il bilancio degli scontri avvenuti nel corso di tutta la giornata di ieri al Cairo, in Egitto, tra i sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi e le forze di polizia. 

Manifestazioni in EgittoManifestazioni in Egitto

Secondo quanto riferito dall'agenzia ufficiale Mena, l'autorità giudiziaria avrebbe esteso di altri 30 giorni la detenzione preventiva per il deposto presidente Mohamed Morsi. Mentre il bilancio delle vittime continua a salire, i Fratelli Musulmani si preparano intanto a nuove proteste e manifestazioni: migliaia di sostenitori di Morsi hanno eretto nuove barricate a Ebeid Street, non lontano da piazza Rabaa, davanti alla moschea di al Iman al Cairo, mentre centinaia di dimostranti hanno attaccato e incendiato con bottiglie Molotov la sede del governatorato di Giza.

E’ tragico il bilancio degli scontri avvenuti nel corso della giornata di ieri al Cairo, in Egitto, tra i sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi e le forze di polizia. Secondo il Ministero della Salute le vittime sarebbero 421, ma i Fratelli Musulmani forniscono cifre molto più alte, parlando addirittura di 4.500 morti. Le violenze sono proseguite anche dopo le 21, ora di inizio del coprifuoco stabilito dai militari fino alle 6 del mattino, coinvolgendo diverse piazze del Cairo e di altre città come Alessandria. I presidi dei manifestanti pro-Morsi sono stati sgomberati attraverso la sanguinosa operazione che ha preso il via ieri mattina e al momento non si registrano nuovi scontri, ma la tensione resta ovviamente altissima. Nella giornata di ieri sono inoltre arrivate le dimissioni di Mohammad El Baradei da vice presidente ad interim della Repubblica egiziana, annunciate in una lettera inviata all’attuale presidente: “Presento le dimissioni dalla carica di vicepresidente – si legge nel testo - e chiedo a Dio l'altissimo che preservi il nostro caro Egitto da tutto il male, e che soddisfi le speranze e le aspirazioni del popolo”. A fare un passo indietro, in segno di protesta, sono stati anche i vice premier Hossam Eissa e Ziad Bahaa El-Din. Durante la guerriglia hanno perso la vita anche tre reporter internazionali: un cameraman di Sky News, Mick Deane di 62 anni, una giornalista di Xpress, Habiba Ahmed Abd Elaziz di 26 anni e il reporter egiziano Ahmed Abdel Gawad.

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