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Esteri

EGITTO/ Tewfiq Aclimandos: ecco il piano dei Fratelli musulmani per fare la guerra civile

Scontri al Cairo (Infophoto)Scontri al Cairo (Infophoto)

I Fratelli musulmani cercheranno di organizzare delle nuove manifestazioni e di mettere in atto altre forme di violenza, in particolare contro le chiese, le stazioni di polizia e altre istituzioni dello Stato. E’ quanto sono riusciti a fare finora, ma la vera questione è se riusciranno a farlo ancora per un paio di giorni o per diversi mesi. I leader del partito islamista si aspettavano il blitz delle forze dell’ordine e avevano un piano. Questa strategia consiste appunto in una moltiplicazione degli attacchi contro le centrali di polizia e le chiese.

 

I Fratelli musulmani sono abbastanza forti da poter sfidare l’Esercito per lungo tempo?

Nessuno lo sa esattamente. Quella dei Fratelli musulmani è un’organizzazione molto potente, finora è stata in grado di mettere in campo numerose manifestazioni, ma sostenere uno scontro violento con l’esercito è un’altra cosa. Pur essendo provvisti di armi e altri mezzi militari, non so se questi ultimi saranno sufficienti per provocare una guerra civile.

 

Qual è il progetto dell’esercito?

L’esercito ha tutto l’interesse a favorire una vera transizione verso la democrazia, e nello stesso tempo a controllare che questo processo non intacchi i suoi stessi privilegi. Il problema dell’Egitto è che c’è una sola forza politica organizzata, i Fratelli musulmani, la cui natura non è democratica ma molto simile al fascismo.

 

Quali scenari si attende per il futuro?

Le possibilità sono quattro. La prima è la creazione di una sorta di bonapartismo, supportato da personalità legate al regime dell’ex presidente Mubarak. L’ipotesi più auspicabile sarebbe una vera democrazia. Sono certo che nel lungo termine è questa la soluzione che prevarrà, in quanto i partiti realmente democratici rappresentano la maggioranza del Paese. Sono però estremamente divisi e frammentati al loro interno, e quindi incapaci di prendere il potere nel breve periodo. Il terzo scenario è una teocrazia totalitaria, ed è questo il progetto dei Fratelli musulmani. Infine la quarta possibilità è il caos.

 

In molti hanno accusato i Fratelli musulmani per gli attacchi contro le chiese. Ma non è anche responsabilità del governo e dell’esercito che non le hanno difese?

Se devo essere proprio sincero, non ho una risposta certa a questa domanda. Il fatto è che in Egitto ci sono numerose chiese, e non si tratta degli unici obiettivi sensibili da proteggere. Il governo si è giustificato spiegando che non è in grado di essere sempre e ovunque. Resta il fatto che attaccando le chiese i Fratelli musulmani hanno fatto la scelta più sbagliata anche dal punto di vista dell’immagine, e non escludo che a qualcuno nel governo ciò non sia dispiaciuto.

 

(Pietro Vernizzi)

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