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CAOS EGITTO/ Hulsman (Arab-West Report): ecco perché non è stato possibile un accordo

Pubblicazione:sabato 17 agosto 2013

Militari sgomberano il sit-in Militari sgomberano il sit-in

Perché gli attacchi sono avvenuti in tutto il Paese, e i militari non erano preparati per questa eventualità. Sapevano che ci sarebbero stati dei disordini nella Capitale, ma il fatto che si siano verificati anche nelle aree rurali li ha colti di sorpresa.

 

Il fatto che gli islamisti siano giunti a bruciare delle chiese dimostra che con loro fin dall’inizio non era possibile alcun dialogo?

Non sono d’accordo. So che un negoziato con i Fratelli musulmani non sarebbe stato facile, ma continuo a pensare che ci fossero ancora diversi spiragli per una mediazione. Nei giorni precedenti allo sgombero di mercoledì, mi sono incontrato personalmente con numerosi dei loro leader e mi sono reso conto che un compromesso era ancora possibile.

 

Insomma lei non condivide il blitz ordinato dai generali?

Lo sgombero dei sit-in avviato dall’Esercito non è ciò di cui ha bisogno l’Egitto, dovrebbero esserci degli sforzi maggiori per trovare una soluzione politica con i Fratelli musulmani anziché spingerli ancora una volta nella clandestinità. La stessa scelta di ripristinare lo stato di emergenza ci riporta indietro agli anni di Mubarak.

 

Ritiene che la spaccatura della società egiziana tra Fratelli musulmani e liberali sia qualcosa di irrimediabile?

La società egiziana non è divisa tra Fratelli musulmani e liberali, ma tra islamisti e non islamisti. I non islamisti sono molto più numerosi dei liberali, e includono socialisti e altre tendenze politiche. I Fratelli musulmani sono l’unico movimento politico realmente organizzato, e negli ultimi 80 anni sono cresciuti, si sono rafforzati e hanno costruito una rete sotterranea cui aderiscono tra 500mila e 1 milione di membri. L’appartenenza ai Fratelli musulmani non è pubblica, e nessuno sa quindi i nomi degli aderenti che formano la base del movimento.

 

Per quale motivo gli egiziani non sono in grado di accettare le loro reciproche differenze?

Il motivo è la paura. I Fratelli musulmani temono che i non islamisti prendano il potere e non lascino alcuno spazio a chi non la pensa come loro, ma puntino invece a escluderli dalla società. I non islamisti pensano invece che i sostenitori di Morsi vogliano restringere ulteriormente qualsiasi spazio di libertà della società civile. Ciascuna delle due parti ha delle buone ragioni per temere l’altra.

 

(Pietro Vernizzi)



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