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Esteri

GABRIELLA SIMONI/ Egitto, rilasciata la giornalista Mediaset: sto bene, ma sono state ore di angoscia

Paura per Gabriella Simoni, la giornalista Mediaset con cui si erano persi i contatti da ieri mattina mentre stava lavorando Al Cairo davanti alla moschea Al Fatah in piazza Ramses.

Scontri in Egitto (InfoPhoto)Scontri in Egitto (InfoPhoto)

Paura per Gabriella Simoni, la giornalista Mediaset con cui si erano persi i contatti da ieri mattina mentre stava lavorando al Cairo davanti alla moschea al Fatah, poi sgomberata dalle forze militari. Dopo ore di apprensione, la reporter del Tg4 e di Studio Aperto è stata rintracciata e ha raccontato la sua storia nell’edizione delle 18.30 del telegiornale di Italia Uno. La giornalista era stata fermata dai militari egiziani insieme al suo operatore e una inviata di Radio Rai, Maria Gianniti: "Ci hanno bendati per portarci in un luogo con altri colleghi – ha detto la giornalista - e hanno controllato tutto: i documenti, le dichiarazioni che abbiamo fatto, i telefoni, il materiale che avevamo girato. Sono state ore di angoscia". "C’è stata un’aggressione mentre stavamo lavorando intorno alla moschea di Ramses, quella in cui erano stati circondati e assediati alcuni manifestanti per tutta la notte - ha aggiunto la Simoni -. Stavamo raccontando questa cosa insieme ad altri colleghi e c’è stata un’aggressione nei nostri confronti perché abbiamo la telecamera. C’è stato un attacco degli anti-Morsi, erano arrabbiatissimi con al Jazeera, quando viene pronunciato il nome si scatena l’inferno. Per fortuna il traduttore di quella zona è riuscito a portarci in salvo e poi è intervenuto l’esercito perché nel frattempo quella piazza in qualche modo era di nuovo al centro degli scontri".

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