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Esteri

APPELLO MEETING/ Gheddo: i cristiani perseguitati sono la "rivoluzione" di Gesù

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Perché è il fondamento della libertà dell’uomo. Ciò che ogni uomo sente nel proprio cuore è proprio questo, cioè l’afflato religioso che poi realizza nel corso della sua vita. Ogni uomo sa bene di non poter fare da solo, quindi inizia ad avere coscienza della propria libertà e della propria dignità partendo proprio dal pensiero che Dio ha creato l’uomo, arrivando solo successivamente alle dimensioni politiche, economiche e culturali.

 

Nell’appello del Meeting si dice che l'esistenza dei cristiani è di per sé un antidoto all'invadenza del potere. Perché secondo lei?

Perché i cristiani sono una comunità che esercita quella rivoluzione dell’amore di cui ho parlato, un amore gratuito dedicato agli altri. Come ha detto Giovanni Paolo II nella enciclica Redemptoris Missio, "la carità è la fonte e il criterio della missione".

 

Si legge che è dal desiderio del cuore che nasce il rispetto dell'altro, in quanto uno lo riconosce presente negli altri. Cosa significa?

Significa che questo stesso diritto e dignità della propria persona è riconosciuto anche negli altri perché creati dallo stesso Dio a sua immagine e somiglianza. Possiamo essere apparentemente diversi e avere caratteristiche a prima vista opposte, ma siamo tutti uomini, siamo tutti fratelli. Sono questi i principi della rivoluzione cristiana.

 

Crede che la situazione dei cristiani nel mondo potrà effettivamente migliorare nei prossimi anni?

 E’ difficile da dire, ma senza dubbio questa persecuzione sta continuando ininterrottamente in molti Paesi. Anche nella nostra stessa Europa i cristiani sono spesso discriminati. Questa marginalizzazione è così estesa che non so se e quando potrà essere risolta, ma vorrei far notare un’altra caratteristica fondamentale dei cristiani.

 

Quale?

 Anche di fronte a un simile dramma, il cristiano vede comunque nel martirio qualcosa di positivo. E' il sacrificio della propria vita, sull'esempio del sacrificio e della volontà umana di Gesù morto sulla croce.

 

(Claudio Perlini)

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