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APPELLO MEETING/ Gheddo: i cristiani perseguitati sono la "rivoluzione" di Gesù

Pubblicazione:lunedì 19 agosto 2013

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Le decine di chiese date alle fiamme in questi giorni in Egitto confermano una drammatica realtà che troppo spesso viene nascosta o volutamente censurata. Ancora oggi, in molti Paesi del mondo, migliaia di cristiani vengono perseguitati e costretti a subire ogni forma di violenza: ogni anno sono oltre 100mila i credenti uccisi, rapiti o torturati, mentre assistiamo a ripetute distruzioni di luoghi di culto e simboli religiosi. Dal Meeting di Rimini 2013, iniziato domenica, è stato lanciato un appello per chiedere alle istituzioni nazionali e agli organismi internazionali, secondo le norme del diritto internazionale, “di fare tutto il possibile per difendere, tutelare, proteggere e garantire l’esistenza dei cristiani ovunque nel mondo”. E’ stato inoltre chiesto “di riconoscere ai cristiani il diritto elementare alla ricerca e alla testimonianza della verità, impedendo ogni limitazione della loro libertà espressiva e associativa”. IlSussidiario.net ha commentato queste richieste con padre Piero Gheddo, giornalista e missionario del Pime.

 

Come giudica l'appello del Meeting di Rimini?

Si tratta indubbiamente di un messaggio attuale ed opportuno, del quale abbiamo già parlato molte volte ma su cui è sempre necessario riportare l’attenzione. Proprio perché il tema del Meeting di quest'anno è “Emergenza Uomo”, è indispensabile tornare a parlare di questa drammatica situazione: in Egitto, ad esempio, decine di chiese e di conventi sono stati bruciati.

 

Perché sono sempre i cristiani le prime vittime?

Il cristianesimo ha rappresentato l’unica rivoluzione capace di cambiare radicalmente il corso della storia umana. Siamo a conoscenza di tantissime rivoluzioni, recenti e non, ma tutte si sono preoccupate di cambiare le leggi, il potere politico o la disuguaglianza economica.

 

Cosa ha cambiato invece il cristianesimo?

Ha cambiato il cuore dell’uomo, attraverso la Chiesa, la grazia di Dio, la predicazione e i sacramenti. E proprio questo cambiamento rappresenta la “rivoluzione” di Gesù, una rivoluzione dell’amore che ha portato al riconoscimento della dignità e dell’uguaglianza di tutte le donne e di tutti gli uomini, creati dallo stesso Dio. Non dimentichiamo che anche la Carta delle Nazioni Unite è fondata proprio sul cristianesimo e sui valori cristiani: la rivoluzione dell’amore cambia in profondità l’uomo e, a lungo andare, anche la società.

 

Spesso, in presenza di appelli, ci si chiede cosa possono fare i governi. Secondo lei?

Come sta avvenendo in Egitto, il caso più recente, spesso i Paesi non sembrano neanche accorgersi delle continue persecuzioni, seppur denunciate. E’ per questo motivo che la drammaticità di questa situazione dovrebbe essere sempre evidenziata, appena possibile, ad esempio durante i viaggi istituzionali e durante ogni accordo culturale o economico.

 

Che nesso c'è tra libertà religiosa e pace? Perché la libertà religiosa è il più importante di tutti i diritti?


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