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Esteri

Egitto/ Pro-Morsi bruciano una scuola francescana al Cairo

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Nonostante l'assedio nei loro confronti per mano degli estremisti, si sono verificati casi di solidarietà tra musulmani moderati e cristiani. Centinaia di appartenenti a entrambe le comunità si sono aggregati in due monasteri situati nella provincia di Bani Suef al sud del Cairo poiché temevano un attacco feroce da parte dei più oltranzosi, ha riferito un attivista locale di nome Girgis Waheeb: “questa cooperazione è un'esempio di solidarietà umana ma non basterà per la protezione di queste chiese e monasteri”.Un altro attivista di fede cristiana, Ezzat Ibrahim della cittadina di Minya, afferma che sempre nella zona che si trova a sud del Cairo, dove la sua comunità costituisce il 35% della popolazione, la polizia ha deciso di lasciare almeno sette dei nove distretti, permettendo agli estremisti di operare impunemente. Nello stesso tempo i portavoce dei gruppi accusati di barbarie negano una loro possibile implicazione. Ha smentito Gamaa Islamiya, gruppo islamico dalla linea dura, un qualsiasi collegamento con i fatti di questi giorni, mentre Mourad Ali Said dei Fratelli Musulmani ha condannato gli atti violenza.

 

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