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EGITTO/ Micalessin: la strategia sbagliata di Obama ha cacciato il Paese in un vicolo cieco

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Obama  Obama

La responsabile della diplomazia Ue, Catherine Ashton, si è incontrata per due ore con Mohamed Morsi, presidente dell’Egitto deposto dai militari e recluso in una località segreta. Nel corso di una conferenza stampa, la Ashton ha dichiarato che Morsi sta bene, ha accesso alle informazioni, “legge i giornali e guarda la tv”. I due hanno avuto “una discussione amichevole, aperta e diretta, in cui è emerso il bisogno di fare passi avanti”. Ilsussidiario.net ha intervistato Gian Micalessin, inviato de il Giornale ed esperto di questioni mediorientali.

 

L’incontro tra la Ashton e Morsi implica che in qualche modo l’Ue starebbe sostenendo i Fratelli musulmani?

L’incontro tra i due non significa necessariamente che l’Ue stia appoggiando la Fratellanza, ma che in un momento di estrema tensione come quello attuale cercare di tenere sotto controllo il livello dello scontro è fondamentale. La visita della Ashton a Morsi è stata dunque assolutamente necessaria. Ci troviamo in un momento in cui i militari guidati dal generale Abdel-Fattah el-Sissi sembrano avere perso il controllo delle loro azioni. Stanno radicalizzando inutilmente lo scontro, in una situazione come quella egiziana nella quale i Fratelli musulmani dal punto di vista elettorale possono contare sul 30% dei consensi.

 

Quali possono essere le conseguenze di questa radicalizzazione del confronto politico?

Delegittimare un terzo del corpo elettorale vuol dire spingerne inevitabilmente una parte alla lotta armata. Cercare di dialogare con i Fratelli musulmani e di moderare la spinta repressiva dei militari è indispensabile per evitare che l’Egitto cada nella morsa del terrorismo. Non dimentichiamoci che già oggi il Sinai è un “buco nero” dove operano migliaia di jihadisti. C’è quindi il rischio elevato che i fuoriusciti dal movimento dei Fratelli musulmani che optano per la lotta armata si rifugino nel Sinai dando vita a una sorta di ultima trincea jihadista, che potrebbe portare alla chiusura di Suez e alla bancarotta del Paese.

 

I liberali egiziani hanno accusato gli Usa di sostenere apertamente Morsi. E’ davvero così?


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