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TERRORISMO/ Dambruoso: l'"esplosione" di Al Qaeda mette a rischio anche l'Italia

Pubblicazione:martedì 20 agosto 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 20 agosto 2013, 8.16

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Da tempo in Germania esiste una forte immigrazione religiosamente caratterizzata, in particolare dall’Uzbekistan. Per questo i servizi di intelligence tedeschi continuano ad attuare una intensa attività di monitoraggio su una parte della comunità musulmana presente in Germania. Di fronte a una presenza talmente massiccia, è quasi normale che vi siano anche soggetti legati agli ambienti più radicali.

 

Cosa può dirci invece dell'Italia?

 E’ difficile dire quanto il nostro Paese sia a rischio, ma personalmente continuo ad essere ottimista nel considerare le nostre forze di polizia e di intelligence assolutamente all’altezza nel monitoraggio di questo fenomeno. E' poi ovvio che, di fronte all’azione del singolo individuo, staccato da ogni cellula o organizzazione, l'attività di prevenzione ha davvero pochi spazi di manovra.

 

Un’ultima domanda: è possibile che la Nsa americana abbia “confezionato” la notizia per placare le polemiche derivanti dal caso Snowden e mostrare al mondo l'utilità delle intercettazioni?

 L'attuale amministrazione americana ribadisce da anni che la sicurezza, divenuta la priorità subito dopo l’11 settembre, deve necessariamente essere bilanciata dagli altri diritti fondamentali previsti da tutte le Carte costituzionali, come la privacy. Per questo non credo ci sia spazio per eventuali nuovi compromessi in democrazie mature come quella degli Stati Uniti e dei Paesi europei. Insomma, un governo non potrà mai convincere i cittadini che un palese attacco alla riservatezza è l'inevitabile prezzo da pagare per una maggiore sicurezza, e lo stesso Obama lo ha ribadito più volte.

 

(Claudio Perlini)



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